19 giugno 2018
Aggiornato 12:32

Insegnate torinese si difende: «Non auguro davvero la morte a nessuno, sono caduta in un tranello»

Si sente in colpa Lavina Cassato, la maestra che nel corteo contro CasaPound ha ingiuriato le forze dell'ordine arrivando ad augurargli persino di morire

Lavina Cassaro durante la mnifestazione antifascista a Torino (© ANSA)

TORINO - «Non auguro davvero la morte a nessuno, ma ero arrabbiatissima. Ho detto quello che pensavo ma è stato travisato». Si è difesa così, Lavina Cassaro, la maestra che nel corteo contro CasaPound, che si è svolto giovedì scorso a Torino, ha ingiuriato le forze dell'ordine arrivando ad augurargli persino di morire. «Mi sento stupida» ha continuato Cassaro, «ho dato adito a costruire un castello mediatico. Se fossi riuscita a mantenere la lucidità avrei espresso meglio i miei pensieri».

INSEGNANTE - Si sente in colpa Lavina Cassato, ma non per ciò che ha detto, nei confronti dei suoi compagni di protesta. «Non avrei dovuto cadere in questi tranelli e farmi travolgere dalla passione e dalla rabbia, ma la nostra Costituzione dichiara che il fascismo è un reato e CasaPound è esplicitamente un partito fascista. Io mi sento profondamente antifascista». L'insegnante torinese non ha voluto rivelare a chi andrà il suo voto domenica, ma ha spiegato: «L'unica vera forza politica di sinistra è Potere al Popolo».