Cronaca | Circoscrizioni

La rivolta delle Circoscrizioni di Torino: «Il dialogo è finito, ora inizia la lotta» 

Dopo mesi di tensione tra Circoscrizioni e Amministrazione centrale, giovedì primo marzo, si è tenuta un'assemblea pubblica dei presidenti

Incontro con il Coordinamento dei Presidenti di Circoscrizione giovedì 1 marzo
Incontro con il Coordinamento dei Presidenti di Circoscrizione giovedì 1 marzo (Diario di Torino)

TORINO - La corda si è spezzata. Dopo mesi di tensione più o meno manifesta, le otto Circoscrizioni della città di Torino hanno detto ‘basta’ e lo hanno fatto attraverso un’assemblea pubblica dei presidenti a cui hanno preso parte consiglieri comunali e regionali, oltre che decine di cittadini per discutere insieme dell’importanza e del valore del decentramento. 

CIRCOSCRIZIONI - La goccia che ha fatto traboccare il vaso, già di per sè ricolmo, è stata l'assenza della prima cittadina, Chiara Appendino, all'incontro del Comitato di Coordinamento del Decentramento, che si è tenuto martedì 27 febbraio. In quella occasione, ha spiegato il presidente della Circoscrizione V, Marco Novello, si sono presentati gli assessori comunali Marco Giusta e Sergio Rolando. «Non ci confrontiamo con la sindaca da marzo 2017» ha affermato Novello. Un ennesimo ‘sgarbo istituzionale’, così è stato definito, che ha portato i presidenti a decidere per un cambio di atteggiamento nei confronti dell'amministrazione centrale. «Dopo i primi mesi di collaborazione» ha spiegato il presidente della I, Massimo Guerrini, «il dialogo si è interrotto e abbiamo iniziato ad avvertire un certo astio nei nostri confronti. E' finito il momento della collaborazione istituzionale, è finita la disponibilità, ora si 'picchia duro', dal momento che le azioni contro il decentramento sono plurime». Sulla stessa linea anche il segretario metropolitano del Partito Democratico, Mimmo Carretta: «Si sta consumando un vero e proprio attacco al decentramento. È finita la concordia istituzionale, ora inizia la lotta».

DECENTRAMENTO - I motivi di acredine tra Comune e Enti Circoscrizionali sono plurimi, dalla mozione per l'accentramento della manutenzione del verde pubblico ai continui tagli ai bilanci, ma quello che più sembra inasprire gli animi è la mancanza di rispetto dimostrata nei confronti di quelle istituzioni  che costituiscono l'anima stessa del Decentramento. «Se c'è questo accanimento nei nostri confronti è perché stiamo dando fastidio» ha spiegato Carlotta Salerno, presidente della VI, «la Giunta Appendino ha pensato, erroneamente, che non avessimo appeal sul territorio e che non potessimo muovere i cittadini contro di loro. Quando si sono sono resi conto del contrario si sono irrigiditi e si sono chiusi al dialogo». Dello stesso parere anche la presidente della III, Francesca Troise, che nel corso del dibattito ha affermato: «Sappiamo che è dando soddisfazione alle aspirazioni locali che la città va avanti. Cercano di aggirarci, svuotarci e ci tagliano le risorse, ma noi siamo qui per affermare il valore del decentramento e pretendere il rispetto istituzionale che meritiamo». Non mollano dunque, nonostante i tagli e nonostate gli incontri disattesi, gli otto presidenti delle Circoscrizioni di Torino che si mostrano anzi oggi più uniti che mai.

COMUNE - La domanda che aleggia questa sera, giovedì primo marzo, nella Sala del Consiglio di via Campana è una sola: c'è, da parte dell'amministrazione Appendino, il progetto politico di eliminare le Circoscrizioni? «Non è semplice amministrare», ha spiegato Claudio Cerrato, presidente della IV, «ma pensate veramente che se fosse tutto centralizzato sarebbe possibile gestire una città come Torino? Noi siamo consci della nostra importanza e, anche se ci svuotassero i bilanci, andremmo avanti». La macchina delle Istituzioni di Decentramento ha funzionato bene in passato, ha commentato  anche Luca Deri, presidente della VII, proprio perchè si riteneva impossibile che una città di 900mila abitanti potesse essere gestita da delegati singoli centrali. «Penso che ci sia un attacco preciso nei nostri confronti dal momento che le Circoscrizioni hanno un governo politico diverso da quello centrale» ha concluso Deri. Un altro problema, ha evidenziato Davide Ricca, presidente della VIII, «è che la Giunta Appendino non ha un’idea univoca di decentramento, ogni assessore ha la sua idea e questo crea confusione».

LOTTA - Il primo passo in questa nuova era delle Circoscrizioni sta nel rivedere il regolamento del decentramento, 'fatto male' a detta degli stessi presidenti. «Proponiamo noi in modo condiviso e serio un nuovo piano di regolamento» ha detto Luisa Bernardini, presidente della II, dopo aver invitato tutti i presenti a essere uniti e compatti in questo particolare momento storico. E' d'accordo anche Enzo Lavolta, vicepresidente del Consiglio Comunale, che ha invitato ad articolare proposte di deliberazioni condivise da sottoporre al Consiglio. «Così aiutiamo la città» ha ribadito Cerrato, «facendo proposte condivise perchè è solo tenendo vicino ai quartieri le risorse, che la gestione della cosa pubblica potrà essere oculata e precisa». In conclusione, la riforma del decentramento torinese potrebbe aver mosso i suoi primi passi proprio da questo incontro di inizio marzo, presso la Sala Consiglio di via Campana 32.