19 giugno 2018
Aggiornato 12:32

Il proprietario spegne il riscaldamento, 12 gradi in casa: «Riaccendetelo, stiamo congelando»

Affitti Torino spegne il riscaldamento di 24 appartamenti in via Garessio per presunte morosità: «Dopo il cambio di proprietà, ci sono arrivate bollette aumentate del 250%»

TORINO - «Riaccendeteci il riscaldamento, stiamo congelando». E’ una disperata richiesta d’aiuto quella che arriva dalle persone che vivono nei 24 appartamenti di un palazzo di via Garessio 5. Dal 16 febbraio, donne, bambini, famiglie e anziani sono costretti a vivere nelle loro case «gelide», con la temperatura che non supera mai i 12 gradi. C’è chi è affetto da gravi problemi di salute, chi ha 5 figli e chi  ha un’attività commerciale. Tutti al freddo e al gelo, in un periodo in cui il freddo si abbatte su Torino. Come si è arrivati a tutto questo? La Termocontrol, ditta che si occupa della fornitura del gas e della gestione tecnica del riscaldamento, ha chiuso tutto su richiesta della proprietà, la ditta Affitti Torino gestita da Giorgio Molino, storico proprietario di centinaia di appartamenti in città.

IL CAMBIO DI PROPRIETA’ - Il mistero si infittisce quando avviene il cambio di proprietà dello stabile, nell’ottobre del 2017. Il palazzo di via Garessio 5 (che comprende due scale) passa dai vecchi proprietari, i fratelli Tosi, all’amministrazione di Affitti Torino. Un passaggio che stravolge la vita degli affittuari: da quel momento le bollette del riscaldamento subiscono un aumento che in alcuni casi sfiora il 260%. Chi era solito pagare 170 euro si ritrova a doverne pagare 340, chi da 110 arriva a pagarne 280. La metratura degli alloggi rimane ovviamente invariata, la cifra richiesta cambia. Quando i condomini provano a chiedere spiegazioni, si trovano davanti un muro: «Abbiamo chiesto a Affitti Torino di farci vedere i tabulati, ma ogni volta ci danno una scusa diversa. Mancano i documenti, non funziona la mail, ecc…». Qualcuno inizia a non pagare, altri mandano giù l’amaro boccone e pagano, mentre altri ancora, su suggerimento del Sindacato Inquilini Sunia continuano a pagare la cifra di riscaldamento che avevano versato in precedenza.

Solo qualche mese fa, questa bolletta di 282 euro era di poco più di 110

Solo qualche mese fa, questa bolletta di 282 euro era di poco più di 110 (© Diario di Torino)

LE MINACCE VELATE - Sono queste morosità che fanno scattare il blocco del riscaldamento, che viene staccato alle 17:00 del 16 febbraio. Gli inquilini (che hanno sempre pagato l’affitto regolarmente) protestano, chiedono chiarimenti e presentano addirittura un esposto al Commissariato di Polizia Barriera di Nizza. Nulla da fare. Affitti Torino non solo non riaccende il riscaldamento e lascia tutti al freddo (anche chi ha pagato regolarmente) ma spedisce lettere di sfratto. Lettere che non vengono nemmeno consegnate nelle buche della posta, ma messe sotto le porte. Quando un’affittuaria raggiunge il signore che consegna bollettini e sfratti per fargli presente la situazione, l’incaricato di Affitti Torino spiega: «Faremo di più, faremo di più: fino a quando non ricambiamo la clientela…». Una minaccia velata, ma neanche troppo. Perché i nuovi proprietari vogliono cambiare clientela? Secondo qualche condomino, la volontà è quella di cacciare gli inquilini storici, per poi dare le case a nuovi affittuari, disposti a spendere cifre superiori per vivere dentro quegli appartamenti. Un'accusa pesantissima.

12 gradi in casa, chi può compra l'olio da utilizzare nelle stufe

12 gradi in casa, chi può compra l'olio da utilizzare nelle stufe (© Diario di Torino)

QUALE FUTURO PER LE FAMIGLIE? - Quella che il signore definisce clientela sono in realtà famiglie che vivono in quello stabile da 10,20, anche 50 anni. Persone che, nonostante le difficoltà della crisi economica, hanno sempre rispettato i contratti. Attualmente vivono da due settimane al gelo, strette nei loro giubbotti. Per «sopravvivere» le stanno provando tutte: c’è chi attacca stufe elettriche consapevole di spendere centinaia di euro in luce, chi si attrezza con stufe a olio. L’inverno però è ancora lungo. Tutti gli inquilini sono disposti a sanare le loro morosità, purché la cifra richiesta sia equa e congrua, motivata da tabulati per ora invisibili. «Chiediamo urgentemente il ripristino immediato dell’accensione della caldaia centralizzata…» è la loro richiesta. Una richiesta disperata di chi, mentre Torino viene imbiancata dalla neve, vive in mura fredde, con una temperatura che non supera i 12 gradi.