13 dicembre 2018
Aggiornato 12:00

Botte tra ultras nel derby di Torino: emessi 7 Daspo dal Questore

Alcune persone sono state denunciate, altre arrestate: sono ritenute responsabili di aggressione, rissa e possesso di droga
Le immagini della rissa tra tifosi
Le immagini della rissa tra tifosi ()

TORINO - 7 Daspo, quattro arresti e tre denunce: è questo il bilancio del derby della Mole tra Torino e Juventus dello scorso 18 febbraio: il Questore Messina ha emesso le misure nei confronti di sette tifosi, responsabili a vario titolo di episodi delittuosi connessi all’incontro di calcio tra le due squadre.

AGGRESSIONI E DROGA - Tre Daspo sono stati notificati dalla Divisione Polizia Anticrimine a tre cittadini italiani, sostenitori del Torino, poiché nella tarda serata di sabato, giorno antecedente alla partita, in Piazza Vittorio Veneto si erano resi responsabili del lancio di oggetti contundenti nei confronti di alcuni tifosi della Juventus seduti in un dehors di un bar della piazza. Per i predetti fatti due di essi erano stati tratti in arresto ed il terzo era stato denunciato in stato di libertà dal personale della Polizia di Stato prontamente intervenuto. Lo stesso provvedimento è stato emesso a carico di un uomo arrestato prima della partita: si tratta di un 31enne trovato in possesso di fumogeni, bastoni e dosi di droga.

RISSA TRA ULTRAS - Colpito dal divieto di accesso alle manifestazioni sportive anche il trentacinquenne che, nelle fasi immediatamente precedenti all’inizio della partita, nell’area di prefiltraggio del settore ospiti, era stato arrestato dagli operatori della Polizia di Stato poiché aveva aggredito uno steward con una ginocchiata al basso ventre.  Infine, altri due Daspo sono stati emessi nei confronti dei due tifosi del Torino e della Juventus che, dopo la fine della partita, avevano avuto un acceso diverbio e si erano arrampicati sul divisorio tra il settore ospiti ed il settore sud cercando anche di avere un contatto fisico. Entrambi, nell’immediatezza erano stati fermati e denunciati in stato di libertà dal personale della Digos della Questura di Torino.