18 settembre 2018
Aggiornato 17:00

Cibo congelato male e pericoloso: nei guai due ristoranti cinesi

La polizia municipale è intervenuta in corso Belgio e corso Francia: denunciati due ristoratori
Cibo congelato male (immagine d'archivio)
Cibo congelato male (immagine d'archivio) (ANSA)

TORINO - Conservavano male il cibo, non specificavano lo stato fisico degli alimenti: è per questo motivo che due ristoratori cinesi sono stati denunciati dagli agenti della polizia municipale. 

RISTORANTE IN CORSO BELGIO - Gli agenti del Reparto di Polizia Commerciale della Polizia Municipale Torino hanno effettuato un controllo in un ristorante gestito da cittadino di nazionalità cinese sito a Torino in corso Belgio nei pressi di corso Brianza. Nel locale cucina, all’interno di un congelatore, erano stoccati alimenti acquistati surgelati e altri freschi all’origine ma arbitrariamente portati allo stato di congelazione (fette di salmone e di tonno). Dall’esame del menù emergeva, inoltre, che le proposte di alimenti non avevano a corredo alcuna indicazione dello stato fisico di origine (congelati/surgelati). Per questo l’esercente è stato denunciato per l’ipotesi di reato di cui all’art. 5 lettera B legge 283/62, poiché, nella sua qualità di titolare dell’esercizio, deteneva per la somministrazione alimenti in cattivo stato di conservazione, in quanto in origine freschi, venivano successivamente portati a congelazione con attrezzatura (congelatore a pozzetto) inidonea a scongiurare il pericolo di alterazione, e per gli artt. 56, 515 Codice Penale in quanto compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a consegnare all’acquirente una cosa per un’altra ovvero una cosa per origine, qualità o quantità diversa da quella pattuita o dichiarata, detenendo per la somministrazione alimenti congelati senza aver indicato sul menù il reale stato fisico di conservazione. 

RISTORANTE IN CORSO FRANCIA - Altri Agenti dello stesso Reparto di Polizia Commerciale sono intervenuti,  nell’ambito dei servizi predisposti e finalizzati alla tutela del consumatore, presso un altro ristorante posto in corso Francia poco prima della piazza Massaua e gestito da cittadino di nazionalità cinese. Nelle sale di somministrazione su ciascun tavolo erano a disposizione della clientela due menù di fattura tipografica e un pieghevole per i cibi d’asporto, nei quali non compariva nessuna indicazione specifica sul reale stato fisico degli alimenti nella fattispecie fagioli di soia, ravioli di carne, pane al vapore, patatine fritte, pollo in varie preparazioni, vitello, varie verdure. Per questo l’esercente è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di cui agli art. 515 C.P. poiché, nella sua qualità di titolare, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a consegnare all’avventore una cosa per un’altra, ovvero una cosa, per origine, qualità o quantità diversa da quella pattuita o dichiarata, detenendo per la somministrazione alimenti surgelati (carne, pesce e verdure) senza avere indicato sul menù il reale stato fisico di conservazione.