19 giugno 2018
Aggiornato 12:32
Eventi & Cultura | Appuntamenti

Eventi a Torino, gli appuntamenti da non perdere dal 5 all'8 marzo

Teatro, arte, divertimento, musica. Ecco che cosa vi attende in città per la prima parte della settimana ed una piccola guida per non perdere il meglio

orino, gli appuntamenti da non perdere dal 5 all'8 marzo (© ANSA)

TORINO – Dagli appuntamenti a teatro, all'arte, dalla musica, alla cultura. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi scappare i momenti più interessanti della settimana torinese.

Spettacolo
Al Cafè Müller, lunedì 5 febbraio, alle 21, in scena «Occhi nudi». Maurice Utrillo è nato la notte di Natale. Fa freddo e nevica a Parigi. Sua madre è una bambina. È Suzanne Valadon, la stella di Montmartre, la modella audace che tutti si contendono, la spericolata acrobata del circo Fernando, libera, felice, piena di vita.Nella Parigi che si sta preparando al nuovo secolo tra i Can-Can e l’assenzio della bohème, dipinta dai più grandi artisti, impara a dipingere. Suzanne si aggrappa all’arte e, ora che suo figlio Maurice è un uomo, vorrebbe salvarlo da quel suo sfuggire alla vita, da quel suo negarla e annegarla nell’alcol. In una notte la madre di Maurice gli appare in sogno. Bianca come la neve in cui è nato, come la neve da cui ora è sommerso, lacero, ubriaco, derubato e pestato a sangue. Bianca come la tela vergine da ricominciare a dipingere. Gli appare per raccontargli la sua storia.

Libri
Lunedì 5 marzo alle 18 Gabriele Lavia presenta il suo libro «Se vuoi essere contemporaneo leggi i classici» (Piemme) al Circolo dei lettori con Paola Mastrocola. Un grande protagonista del teatro italiano ci svela perché abbiamo ancora bisogno dei classici e perché possono salvarci: dalla mediocrità esistenziale, dall’asfissia mentale, dal degrado civile. Noi moderni li consideriamo lontani tomi voluminosi che stanno a impolverarsi sulle librerie. Invece, parlano di noi, delle storture e mostruosità, ma anche della nostra bellezza e meraviglia. Sono gli autori del passato a essere i veri rivoluzionari della storia, perché hanno la capacità unica di rivoltarci dal di dentro. Predisporsi alla lettura di un capolavoro per conoscerlo e goderne non è affatto facile, ci avverte Lavia, che con maestria offre anche alcune semplici istruzioni per non lasciarsi intimidire. Senza mai dimenticare che «leggere non è un passatempo, ma riempire il tempo di domande e di significato».

Cinema
Al Cinema Massimo, lunedì 5 marzo, dalle 20, al via il Banff Mountain Film Festival 2018. Ogni serata del tour italiano del Banff Mountain Film Festival World Tour vi propone due ore di proiezioni con una serie di emozionanti e coinvolgenti corto e medio metraggi. I grandi spazi selvaggi e la natura incontaminata faranno da sfondo alle imprese di atleti ed esploratori, alla ricerca di nuovi modi di vivere l’avventura e di superare i propri limiti. In Italia dal 2013, il festival consegue un successo di pubblico sempre crescente e ogni anno aumenta il numero delle tappe e delle città coinvolte. Il tour italiano 2018 prevede un calendario di 28 serate in 26 città. Per info consultare www.banff.it.

A teatro
Al Teatro Gobetti, da martedì 6 marzo, in scena «Il ballo». Antoniette è una quattordicenne, figlia di una coppia di ebrei arricchiti, vessata e umiliata dalla madre, che la esclude da un sontuoso ballo, che dovrebbe sancire la consacrazione sociale della donna. E allora la ragazzina si vendica crudelmente. Sonia Bergamasco interpreta una favola nera della Ne'mirovsky, spietata come puo' essere la storia della scrittrice, morta ad Auschwitz, odiata da una madre egoista e narcisista, che le sopravvivrà e finirà serenamente la propria vita a Nizza, in Francia.

Lupin sul palco
Al Teatro Astra, da martedì 6 marzo, in scena «Io Me e Lupin». Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo più famoso del mondo, è tornato. E non è solo, con lui ci sono anche Jigen, Goemon e Margot. Eppure non siamo in un racconto di Maurice Leblanc, in un manga o in un cartone animato: siamo qui e ora. Ma come è possibile oggi in teatro, essere borseggiati proprio da Lupin in persona. Perché quando non si sa più come sbarcare il lunario, non si vede altra via d’uscita che mettere su una banda di ladri. Senza tralasciare una certa classe e una certa esigenza artistica. Perché dunque non ispirarsi a uno dei propri eroi d’infanzia: lui, Lupin? E la cosa sembra funzionare bene, anzi forse fin troppo bene, fino a sfuggire di mano. E il gioco alla sopravvivenza di quattro sprovveduti diventa una moda così diffusa da costruire una sorta di realtà alternativa. Come uscirne? Quanto siamo condizionati nelle nostre azioni? Ciò che ci piace, ci piace davvero o ce lo facciamo piacere? E noi stessi, siamo ciò che siamo oppure diventiamo ciò che è necessario? E quanta consapevolezza c’è, e quanta ne serve per riconoscere i condizionamenti che subiamo? E cosa succederebbe se le mode prendessero ufficialmente e definitivamente il sopravvento? Queste le domande che sottendono la nuova, esilarante commedia dei giovani cresciuti artisticamente tra Onda Larsen e TPE, promossi definitivamente quest’anno tra le nuove produzioni della Fondazione.

Riapre la Reggia di Venaria
Dopo la consueta pausa stagionale, la Reggia di Venaria, i suoi Giardini e le mostre riaprono le porte al pubblico martedì 6 marzo. La Reggia di Venaria raccoglie al suo interno un lungo percorso di visita attraverso le sue maestose sale, diversi poli espositivi per mostre temporanee e importanti opere di arte contemporanea.

La posta del cuore
In occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo, martedì 6 marzo prima dell’aperitivo, alle 18.30 incontro con lo scrittore Francesco Pacifico per scoprire «Le donne amate» (Rizzoli). Un libro che parla di donne, mogli, madri, sorelle, ma anche di drink. A seguire, alle 19, Francesco Pacifico e Petunia Ollister leggeranno (in forma anonima) le questioni amorose giunte a social@circololettori.it con oggetto «posta del cuore» e risponderanno, tra un bicchiere e l’altro, durante un aperitivo con dj set: ai piatti Claudia Stegosaurus Losini.

Arte
Da martedì 6 marzo a domenica 27 maggio, la mostra «Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti» presenta per la prima volta al Castello di Rivoli un selezionato nucleo di capolavori di Giorgio de Chirico provenienti dalla collezione di Francesco Federico Cerruti, offrendo così alla fruizione pubblica opere sino a ora celate nella Villa Cerruti di Rivoli, dimora voluta dall’imprenditore torinese negli anni sessanta ad uso esclusivo della propria collezione privata. Per ammissione dello stesso de Chirico, Torino, luogo che vide l’esplosione della pazzia di Nietzsche, è tra le città italiane che ispirarono i primi quadri metafisici con le loro atmosfere malinconiche. Includendo opere che spaziano dal 1916 al 1927, la mostra al Castello di Rivoli presenta otto importanti dipinti del maestro della Metafisica. Offrendo uno spaccato sull’inesauribile capacità metamorfica del genio di de Chirico, la mostra ne indaga la ricca eredità intellettuale presentando i suoi quadri in relazione con alcune tra le maggiori opere di arte contemporanea della collezione permanente del Museo, tra cui installazioni di Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto e Maurizio Cattelan. 

Sport e solidarietà
Martedì 6 marzo al Palaruffini, alle 20.30 gli Harlem Globetrotters. Fondati nel 1926, gli Harlem Globetrotters sono senza dubbio tra le squadre di pallacanestro più famose di tutti i tempi. Fin dal lontano 1950, infatti, hanno avuto come missione quella di far conoscere questo fantastico sport in tutto il mondo e da allora si sono esibiti in 122 stati, intrattenendo più di 144 milioni di tifosi. La divisa colore rosso, bianco e blu è stata indossata da celebri campioni della Nba come Reece «Goose» Tatum, Jamario Moon e una vera e propria leggenda come Wilt «The Stilt» Chamberlain. Un team stellare che nel 2002 ha ricevuto il massimo riconoscimento della pallacanestro internazionale entrando a far parte del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. Il modo di vivere lo sport di questi campioni americani, però, va ben oltre il semplice gesto atletico. Il compito che si sono dati gli Harlem Globetrotters è innanzitutto quello di far nascere un sorriso sulla faccia di tutte le persone incontrate. Un messaggio di speranza portato sul campo da gioco, ma anche al di fuori, negli ospedali, nelle scuole e in mezzo alla gente bisognosa. Anche in Italia i Globes sono stati protagonisti di gesti di solidarietà come quando hanno visitato le tendopoli de L'Aquila dopo il terremoto in Abruzzo o come quando hanno visitato i reparti oncologici di pediatria negli ospedali di Genova e Ferrara.

Fabrizio Moro a Torino
Dopo il successo di Sanremo con la canzone «Non mi avete fatto niente», cantata in coppia con Ermal Meta, Fabrizio Moro sarà a Torino mercoledì 7 marzo al Parco Dora per l'instore tour del suo ultimo album: Parole, rumori e anni, che, tra i 15 brani, contiene anche il successo sanremese. 

Comicità
Al Teatro Alfieri, da mercoledì 7 marzo, Enrico Brignano in «Enricomincio da me». Fuoriclasse del teatro italiano, compie 30 anni di carriera e 50 di vita, un doppio anniversario che pone le basi per la genesi di questo nuovo allestimento. Varcato il traguardo del mezzo secolo, a 50 anni tondi tondi, Enrico Brignano non smette di farsi domande. Si chiede se ciò che è diventato è stato il frutto consapevole delle scelte fatte, un disegno del destino oppure semplice casualità. Brignano intraprende un viaggio nel tempo, con un’attenta analisi di eventi passati, ritrovando vecchie conoscenze, strane figure forse ombre o forse realtà; rinfrescando brani storici della sua comicità, si pone di fronte a bivi da ripercorrere prendendo una strada diversa da quella già fatta per scoprire dove lo avrebbe condotto. L’attore romano riparte dal principio, dal palcoscenico per darsi la possibilità di guardarsi dentro, di ritrovarsi e rinnovarsi guardando al future che gli si prospetta davanti e poter dire a sè stesso: stavolta «Enricomincio da me». Uno spettacolo di Enrico Brignano, scritto con Mario Scaletta, Riccardo Cassini, Manuela D’Angelo, Massimiliano Giovanetti e Luciano Federico.

Danza
Mercoledì 7 marzo alle 21 il palcoscenico del Teatro Erba ospita lo spettacolo «Dancing New York» che vede protagonisti i danzatori dell’Adriana Cava Jazz Ballet. Ideazione e coreografia sono di Adriana Cava e Enzo Scudieri. Il pubblico è coinvolto in un viaggio virtuale che accompagna il pubblico per le strade della grande mela, ripercorrendo luoghi divenuti mitici come Central Park, Ground Zero, il Village, attraverso le tipiche atmosfere newyorkesi che hanno reso la città un simbolo della moda e delle arti e dell’avanguardia nel mondo. Sfrecciando sulle rotaie di una immaginaria «highline» lo spettacolo attraversa la città da down town a up town svelando gli angoli più nascosti di una città magica in un racconto senza parole dove i corpi danzanti si muovono sulle note delle canzoni che hanno reso indimenticabile la città. 

Storie a teatro
Al Teatro Colosseo, giovedì 8 marzo, Federico Buffa presenta «A night in Kinshasa». Un racconto per entrare con parole ed emozioni nel match di boxe del millennio, lo scontro fra Muhammad Ali e George Foreman per il titolo mondiale dei pesi massimi, avvenuto il 30 ottobre 1974 a Kinshasa. Un incontro che non è un semplice evento sportivo, ma è simbolo di pace e di riscatto. Ali torna nella terra dei suoi avi, dei suoi fratelli neri, in un paese oppresso dalla dittatura. Sta nelle strade, incontra i bambini. Decide di trasmettere quello che ha visto ai neri d'America, agli emarginati, a chi senza sussidi ha perso coscienza di sé. Federico Buffa il noto giornalista di Sky, tra i massimi esperti italiani di basket, guida lo spettatore in una narrazione sincopata, tenuta sulle corde da una serrata partitura musicale eseguita dal vivo.

Totò in teatro
Da giovedì 8 a domenica 11 marzo  (giovedì a sabato alle 21  e  domenica alle 16)  è in scena al Teatro Erba «In arte... Totò», viaggio nel mondo poetico e musicale di Antonio de Curtis con Enzo Decaro. Il testo è opera di Liliana de Curtis e Enzo Decaro, suoni e musiche di scena sono firmate da Riccardo Cimino. È una produzione Enzo Sanny, in collaborazione con Associazione Antonio de Curtis, in arte Totò/Signore & Signori. Un grande genio del teatro italiano moriva cinquant’anni fa. Totò è il nome con cui tutto il mondo lo conosce e lo ricorda. Una vita da doppio: Totò la maschera, e il Principe Antonio De Curtis, «quello serio, una persona per bene» diceva lui. Nato a Napoli nel rione «la Sanità» dove ha conosciuto la miseria più nera, proprio lì, dove tra la vita e la morte non c’è una separazione netta ma piuttosto lo stare l’una accanto all’altra. Lo ricorda oggi, in un omaggio alla memoria di questo grande artista nel cinquantesimo della sua morte, un altro napoletano doc, Enzo Decaro, uomo e attore elegante nei modi e nell’aspetto, legato alla figura di Totò/Antonio De Curtis e profondamente pervaso da quell’enorme fascino e spessore interiore che egli aveva. In scena c’è un leggio, c’è la «Scrivania», c’è uno schermo con le immagini soprattutto dell’ultimo Totò che parla di Pasolini e di Fellini. Le immagini della figlia Liliana, testimone del dolore del padre perché non si sentiva riconosciuto per quel che veramente era. Ma c’è anche il «Pensatoio», quell’angolo misterioso della casa in cui il Principe si rintanava per ore a parlare, a registrare sul suo magnetofono e a buttar giù pensieri sui tanti fogli di carta che sua figlia Liliana ha conservato con grande amore. Quell’angolo di casa riservatissimo, dove la genialità poteva librarsi liberamente per prendere le forme più inattese. Con grande maestria ed eleganza, su un palco pressoché spoglio, quasi volendo farsi piccolo di fronte al Genio, Enzo Decaro ci mostra attraverso un profondo studio introspettivo, un minuzioso lavoro fatto di emozioni e vibrazioni, poiché la famosissima maschera napoletana di Totò, aveva dietro, avanti, sopra e dentro di sé un grande genio creativo ed un uomo di eccezionale sensibilità e di intenso spessore culturale. Lo dimostrano anche le testimonianze scritte di suo pugno, i pensieri, le canzoni accennate, le poesie incompiute, le registrazioni audio, alcune delle quali inedite, fornite dalla famiglia che le ha custodite per tutti questi anni. 

Donne
Giovedì 8 marzo al Teatro della Concordia di Venaria Reale, alle 21, in scena Donne. Donne rappresenta il percorso di emancipazione dell’universo femminile nel Novecento italiano e narra sia avvenimenti che hanno interessato tutto il mondo femminile sia storie di singole protagoniste che hanno affrontato, con coraggio, stereotipi e pregiudizi. Due donne si ritrovano in una stanza del tempo dove vengono catapultate all’inizio del Ventesimo secolo. Parte così il loro viaggio avventuroso nella storia italiana: dalla vita agricola degli anni Quaranta all’arte di arrangiarsi della Seconda Guerra, dall’attività di Partigiane al referendum per la Repubblica, dall’abolizione della Legge Merlin al Boom Economico, toccando inoltre temi come istruzione, lavoro e matrimonio. L’opera utilizza l’ironia e si avvale di una messa in scena semplice: un grande baule dove sono custoditi gli oggetti e i vestiti che segnano ogni tappa narrativa. La cassa stessa non è solamente un contenitore ma si trasforma a seconda delle situazioni affrontate: diventa così treno della speranza quando giovani immigrate, partite dalla Sicilia, cantano in attesa di arrivare alla stazione di Porta Nuova, o diventa piazza in cui l’opinione pubblica racconta gli scandali che hanno spesso contribuito a liberare la donna da falsi moralismi. Il registro ironico lascia spazio però alla cronaca quando l’opera si sofferma sui numerosi casi di violenza domestica che le donne ancora subiscono nella società odierna. Un esempio fra tutti sarà il caso di Lucia Annibali, sfregiata dall’acido per un atto punitivo organizzato dal suo ex-fidanzato.

Musica in teatro
A Le Musica Hall, da giovedì 8 marzo, Il crooner italiano per eccellenza, Matteo Brancaleoni, porta sul palco de Le Musichall il suo nuovo suggestivo e coinvolgente show da vedere ed ascoltare: uno spettacolo a metà fra il concerto e la pièce teatrale, in cui rende omaggio a Frank Sinatra, «The Voice». Matteo Brancaleoni, accompagnato dall Italian Swing Band, si muove istrionicamente sul palco in uno show fatto di musica e immagini, che racconta la vita di Sinatra, i suoi amori, le luci e ombre della sua carriera e, naturalmente, interpreterà le sue canzoni più famose. Ad accompagnare la sua voce cinque strumentisti: Nino La Piana al pianoforte, Gianpaolo Petrini alla batteria, Roberto Chiriaco al basso e contrabbasso, Simone Garino al sax e clarinetto, Stefano Cocon alla tromba.

Festa della donna al Planetario
Infini.to – Museo dell’Astronomia e dello Spazio, Planetario di Torino – propone la seconda edizione dell’evento «Universo al femminile, racconti di donne e scienza». Un racconto suggestivo accompagnato dalle immagini immersive della cupola del Planetario, un viaggio attraverso i secoli, alla scoperta di alcune tra quelle donne che, fin dall’antichità, hanno dedicato la loro vita allo studio della scienza e del cosmo, donne che in alcuni casi hanno cambiato il corso della nostra storia. A seguire uno sguardo alla volta stellata del Planetario con lo spettacolo «Cielo d’inverno».