16 dicembre 2018
Aggiornato 20:30

Eventi a Torino, i concerti da non perdere dal 7 al 9 marzo

Fabrizio Moro, Benji & Fede, Bianco e poi appuntamenti con la classica e tanto altro. Ecco cosa vi attende in città ed un piccola guida per non perdere gli appuntamenti musicali migliori
Torino, i concerti da non perdere dal 7 al 9 marzo
Torino, i concerti da non perdere dal 7 al 9 marzo (ANSA)

TORINO – Dagli incontri instore con i grandi nomi della musica italiana, ai concerti di stampo internazionale. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i momenti in musica più interessanti della settimana.

Fabrizio Moro a Torino
Dopo il successo di Sanremo con la canzone «Non mi avete fatto niente», cantata in coppia con Ermal Meta, Fabrizio Moro sarà a Torino mercoledì 7 marzo al Parco Dora per l'instore tour del suo ultimo album: Parole, rumori e anni, che, tra i 15 brani, contiene anche il successo sanremese. 

Benji & Fede in città
Giovedì 8 marzo, a partire dalle 18, la Corte dei Giochi di 8 Gallery Lingotto accoglierà l’instore tour di Benji & Fede per il lancio del loro nuovo disco «Siamo solo noise». Il tour nazionale dei due cantanti modenesi è stato anticipato dalla pubblicazione del video del nuovo singolo «On denmand» arricchito dal featuring di Shade, il rapper torinese. I tre ragazzi sono protagonisti di un provino in un talent show (The Talent) di cui non riusciranno a passare neppure la selezione. Tra i protagonisti di questo nuovo video: Diletta Leotta, conduttrice di 105 Take Away, nel ruolo di uno dei giudici e Danti, rapper dei Two Fingerz, che ha scritto con il duo On Demand e che interpreta uno dei familiari dei concorrenti. La canzone è la seconda anticipazione di «Siamo solo noise». Per il video di «Buona fortuna», il precedente singolo, avevano invece ospitato il calciatore del Milan Leonardo Bonucci. L’album fa seguito ai precedenti «20:05» e «0+» che il duo emiliano ha pubblicato dopo essersi conosciuti via internet il 10 dicembre 2010 alle 20:05 e aver deciso entro breve di formare il duo Benji & Fede. Per partecipare al firma copie ed essere fotografato con gli artisti, occorrerà acquistare il Cd in uno dei punti vendita del Centro autorizzati (Mediaworld, Feltrinelli o Pam) e ritirare nella stessa giornata dell'evento il pass dedicato. All'evento sarà presente un fotografo ufficiale. L'utilizzo di un proprio dispositivo fotografico sarà a discrezione dello staff organizzativo di Beni&Fede.

Musica classica
Giovedì 8 e venerdì 9 marzo, all'Auditorium Rai, l'Orchestra Rai interpreta la tragedia dei migranti nella musica di Eötvös. «Il brano deve ricordare quei numerosi migranti arabi e africani che, nella speranza di approdare a un mondo migliore, sono saliti ignari su barconi sovraffollati inabissatisi prima di raggiungere le coste italiane». Con queste parole il compositore ungherese Peter Eötvös descrive il suo brano Alle vittime senza nome, commissionato congiuntamente dalle quattro principali orchestre italiane – Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia, OSN Rai e Maggio Musicale Fiorentino – che arriva all'Auditorium Rai «Arturo Toscanini» di Torino giovedì 8 marzo alle 20.30, con la direzione dello stesso compositore. Il concerto, tredicesimo appuntamento della stagione dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, è replicato venerdì 9 marzo alle 20 con collegamento diretto su Radio3, e sarà trasmesso in differita su Rai5. «Mentre componevo – prosegue Eötvös - vedevo quelle dolorose immagini, sia i volti delle singole persone, sia l’assurda massa di esseri umani stipati uno contro l’altro sull’imbarcazione. Nella composizione, questa visione si traduce nelle lievi melodie degli strumenti solisti e nell’amalgama sonoro, denso e compatto, interpretato dall’intera orchestra. Una volta completata la partitura, ho avuto la sensazione che la struttura ritmica e la drammaticità del tema del brano fossero adatte per una coreografia e che forse, per la prima volta nella storia della musica, potesse esserci un 'requiem danzato'». Peter Eötvös, il più celebre musicista ungherese di oggi, nato in Transilvania nel 1944, ritorna sul podio dell’Orchestra Rai nella doppia veste di compositore e direttore d’orchestra undici anni dopo il successo della sua mastodontica Atlantis, che nel 2007 vide il complesso apparato orchestrale e tecnologico previsto dal compositore disposto in tutto l'Auditorium Rai, con dieci percussionisti dislocati tra palco, balconata e galleria. Il programma del concerto è completato dalle Danze di Marosszék di Zoltán Kodály, scritte tra il 1923 e il 1927 basandosi sulle tradizioni musicali dei Siculi, antica popolazione ungherese della Transilvania, terra dalla quale proviene anche Eötvös. In chiusura la pantomima in un atto scritta tra il 1918 e il 1919 da Béla Bartók Il mandarino miracoloso: una delle partiture più sconvolgenti e innovative dell'intero XX secolo.

Pianoforte alle Ogr
Dopo il concerto del direttore d’orchestra e compositore Ezio Bosso alle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, prosegue il programma di Piano Lessons, la nuova rassegna dedicata al pianismo internazionale prosegue con altri tre grandi maestri del settore. il 9 marzo, sul palco il melodico tocco di Yann Tiersen.

Novità discografiche
Al Blah Blah di via Po, venerdì 9 marzo, i «Carmona Retusa» presentano «Solo un po' di terra e un albero sopra», il loro primo album in uscita il 9 marzo per Vollmer Industries, Brigante Records e Rodomonte Dischi. In apertura i «Jx Arket». La band nasce nell’autunno del 2015 all’uscita da un concerto degli «Zu», solo sei mesi dopo pubblicano il primo demo di due tracce, completamente autoprodotto, e cominciano l’attività live che li vedrà condividere il palco con band riferimento dell’underground italiano come «Storm{O}», «Cani dei Portici», e internazionale come i messicani «Joliette».

Cantautori
All'Hiroshima Mon Amour, venerdì 9 marzo, il live di Bianco. Dopo tre dischi, centinaia di concerti e gli ultimi due anni passati in giro per i palchi di tutta Italia con Niccolò Fabi, Bianco riprende i panni di cantautore e torna con il suo quarto album. «Qu4ttro», questo il titolo, è uscito il 19 gennaio per INRI ed è, nelle parole del suo autore: «un disco che parla di amicizia. Amicizia tra due uomini, tra uomo e donna, tra due amanti, tra una donna e un barbagianni, tra madre e figlia. Amicizia tra musicisti, tra strumenti musicali, tra cambiamento e tradizione. Parla di medici, di comici, di bestie innamorate, di autogol e di grandi camminate. Di fabbrica, di anni 90 e anche di canne e di imbarchi». Registrato al Superbudda Studio di Torino e prodotto da Marco Benz Gentile, l'album è stato anticipato dal brano «Felice», la «mosca bianca» del disco, un ritorno leggero e spensierato accompagnato da un lyric video su spot finlandesi anni Ottanta: una boccata d’aria fresca prima della rincorsa verso gli appuntamenti del 2018 dell’artista. «Sono nato a Torino negli anni ottanta quando Torino era ancora e soprattutto la città della Fiat e dell’Industria. Questa città l’ho osservata per anni dalla provincia, quella in cui sono cresciuto e vivo tutt’ora. Da questa prospettiva non è difficile comprendere perchè mi son messo a scrivere canzoni. Ascoltavamo l’America… davvero! Frusciante, Fink e i dischi di Lanegan. Ho consumato gli album dei Tre Allegri. Ho sognato di suonare con i Medusa… e l’ho fatto. Poi chitarrista e autore nella mia prima band – i Malibu Stacey – e un concerto tutto mio, chitarra e voce, da Giancarlo ai Muri. Tra il pubblico Dade dei Linea 77. Nelle corde della mia chitarra c’erano già Amiamole e Splendidi. Il mio viaggio è iniziato così nel 2011, il primo aprile – ironia della sorte! – quando insieme sono nati Nostalgina, il mio primo disco, e INRI, l’etichetta che oggi conoscete in moltissimi. Io sono Alberto Bianco. Per gli splendidi solo Bianco».

Musica indipendente
«Funamboli Live», la stagione live indipendente del Circolo Arci Pop, in collaborazione con AncheNo Live prosegue con i «Mòn» venerdì 9 marzo. Il gruppo nasce in un box sotterraneo a Roma nel marzo 2014. Concepita inizialmente come progetto indie-folk, la band comincia presto a muoversi alla ricerca di nuove sonorità. Attraverso i diversi mondi musicali da cui provengono, i cinque componenti della band trovano il loro equilibrio dando libero sfogo a valvole, synth, effetti analogici e ritmiche incalzanti, alle quali continuano a contrapporre linee vocali malinconiche e intimiste di matrice folk, creando un patchwork variopinto di suggestioni e armonie. Il loro è un sound tipicamente internazionale, frutto di una caleidoscopica ricerca che, a dispetto della loro giovanissima età, lascia intravedere gli echi dei loro (pregevoli) ascolti: dagli Alt-J a Bon Iver, da Louis Armstrong ai Sigur Rós, dai Nirvana ai The XX, dai Beatles ai Radiohead. Il 3 febbraio 2017 è stato pubblicato il loro primo singolo «Lungs» anticipatore dell'album «Zama».