22 giugno 2018
Aggiornato 09:00
Cronaca | Olimpiadi 2026

Olimpiadi 2026 a Torino: i 10 punti per dire «sì» ai giochi di due consiglieri del M5S

Alcuni consiglieri M5S torinese espongono la loro idea di olimpiadi e mettono i paletti: zero fondi pubblici, pagamento ai comuni e indennizzi

La cerimonia inaugurale di Torino 2006 (© Maurizio Brambatti/Ansa)

TORINO - Torino può ospitare le Olimpiadi 2026? Passate le elezioni questo è forse il tema più scottante sul tavolo della sindaca Appendino. Se è vero che la prima cittadina ha versato acqua sul fuoco, spegnendo di fatto l’entusiasmo di chi pensava di rivedere acceso il braciere olimpico, è altrettanto vero che alcuni consiglieri del M5S torinese (Damiano Carretto e Maura Paoli) hanno esposto ai colleghi dell'area metropolitana e ai consiglieri della Regione una sorta di documento che fissa i paletti per un ipotetico «Sì» alla candidatura torinese per le Olimpiadi 2026.

I 10 PUNTI PER DIRE SI’ - Il documento propone dieci punti e vede come modello quello delle Olimpiadi di Los Angeles ’84, un’edizione organizzata senza finanziamenti pubblici e conclusasi in attivo. Damiano Carretto, consigliere pentastellato in Comune che qualche mese fa bollava come «pesce d’aprile» una possibile candidatura, scrive: «Crediamo che tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati alle Olimpiadi debbano dare prova di grande senso di responsabilità, ricordando gli errori del passato, promuovendo delle Olimpiadi esclusivamente con fondi privati che non vadano a gravare sulle finanze pubbliche e quindi sui soldi del popolo italiano. #leolimpiadipagatevelevoi»

IL DOCUMENTO «SI’» OLIMPIADI 2026 - Questi i dieci punti per dire sì alle Olimpiadi 2026 redatti da alcuni esponenti del M5S «piemontese». Il documento non ha nulla a che vedere con la sindaca Chiara Appendino:

1) Olimpiadi totalmente private (no fondi pubblici da qualsiasi ente: stato, regione, città metropolitana, comuni, Coni) a partire dalla candidatura, realizzazione delle strutture e gestione operativa dell’evento. Enti pubblici coinvolti solo come cabina di regina (vedi Los Angeles 1984).
2) Indennizzo da parte del CIO pari a 500 milioni di euro alla Città di Torino da versare in tre anni a partire dalla sottoscrizione dell’assegnazione dei giochi olimpici da utilizzare per un piano di edilizia residenziale pubblica. Fidejussione da 500 milioni di euro da parte del CIO a garanzia dell’esecuzione delle opere olimpiche.
3) NO a leggi obiettivo o procedure speciali. Opere olimpiche gestite come opere private prevedendo un sistema di controllo contro infiltrazioni mafiose.
4) Pista da bob e trampolini acquistati dal CIO o da comitato organizzatore privato con indennizzo a valli olimpiche, ristrutturati con fondi privati e gestione post olimpica privata prevedendo la rinaturalizzazione delle aree in caso di disimissione.
5) Utilizzo degli impianti esistenti previo indennizzo all’ente proprietario ed eventuale ammodernamento/ristrutturazione ed eventuale dismissione con fondi privati.
6) Pagamento ai comuni ospitanti di occupazione suolo pubblico degli spazi pubblici (ad esempio medal plaza) per la durata dell’evento olimpico.
7) Realizzazione di eventuali nuovi impianti e villaggi olimpici/media con rispetto dei vincoli ambientali e obbligo di percorsi di progettazione partecipata con i cittadini.
8) Cessione gratuita ai comuni ospitanti dei villaggi olimpici/media per riutilizzo come edilizia residenziale pubblica o residenzialità universitaria pubblica.
9) No a inutili opere connesse alla realizzazione dei giochi olimpici (infrastrutturazione sufficiente per Torino 2006). Manutenzione/ammodernamento delle infrastrutture a carico dei privati tramite versamento dell’importo lavori agli enti proprietari.
10) Garanzia di equo compenso (paga oraria minima) per chiunque venga impiegato nella realizzazione dei giochi olimpici. Ingresso gratuito agli eventi olimpici per popolazione appartenente alle fasce deboli.

PARLA IL M5S DI TORINO - «Il MoVimento 5 Stelle Torino non ha ancora espresso la propria posizione ufficiale a tema Olimpiadi 2026. La discussione sta avvenendo in questi giorni ed auspichiamo che si possa addivenire a un punto in comune tra le diverse parti. 
Qualsiasi posizione espressa singolarmente non rappresenta quella del gruppo»
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Il documento del M5S

Il documento del M5S (© Damiano Carretto)