17 ottobre 2018
Aggiornato 20:30

Fca, Appendino e Chiamparino scrivono a Marchionne: «Siamo preoccupati...»

La sindaca e il presidente della Regione chiedono un incontro all’a.d. di Fca: si parla di attività degli stabilimenti e centri di ricerca
Chiamparino, Marchionne, Appendino e John Elkann
Chiamparino, Marchionne, Appendino e John Elkann (ANSA)

TORINO - «Gentile dottor Marchionne…». Si apre così la lettera congiunta che Chiara Appendino, sindaca di Torino, e Sergio Chiamparino, governatore della Regione Piemonte, hanno scritto all’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles. La richiesta è tanto semplice quanto esplicita: incontrarsi al più presto, vista la preoccupazione dei due politici circa le attività degli stabilimenti torinesi e dei centri di ricerca e di servizio del gruppo Fca.

LA LETTERA - Questo il contenuto della lettera inviata a Marchionne:

«Vorremmo esprimerle, anche sulla base di una ampia e approfondita discussione svolta con tutte le rappresentanze sindacali e professionali della nostra città e della nostra regione, le forti preoccupazioni che emergono circa le attività future degli stabilimenti e dei centri di ricerca e di servizio del gruppo Fca di Torino e del Piemonte. 

In primo luogo, ci sono rallentamenti significativi nelle attività produttive in essere nel campo della costruzione di autoveicoli - segnalate anche dal ricorso alla cassa integrazione in reparti che non ne avevano mai fatto praticamente uso finora - e tangibili incertezze sulle prospettive future delle medesime attività produttive, in particolare per quanto riguarda la mancanza di riscontri sui nuovi modelli che facevano parte del precedente piano industriale e di cui a tutt’oggi non si ha notizia né sul se né sul quando. In particolare, si segnala la mancanza del veicolo di gamma «premium» che avrebbe dovuto completare le produzioni dello stabilimento di Mirafiori.

In secondo luogo, alla luce delle imponenti trasformazioni dell’intero settore automotive e delle caratteristiche di fondo dei veicoli - dal superamento del diesel all’autonomous drive allo sviluppo elettrico, aspetti che non ci sfuggono - ci preoccupano anche qui le incertezze che vediamo circa l’attivazione di progetti che in questi vari campi potrebbero contribuire a mantenere, se non a sviluppare, la centralità nel campo della ricerca dell’automotive della nostra città. Progetti che tra l’altro, in qualche caso godono di contributi pubblici frutto di accordi intercorsi e già operativi. Il rischi, a questo riguardo, è che importanti centri di ricerca come CRF e attività di progettazione come gli enti centrali possano subire ripercussioni serie e negative, anche sul piano occupazionale. Infine, pur comprendendo la complessità delle dinamiche del settore automobilistico nel mondo globale, ci preoccupano le incertezze riguardo alle strategie future di Fca, che ci auguriamo non vedano ulteriori modifiche degli equilibri territoriali del gruppo, di cui Torino è e deve restare uno dei punti di riferimento strategici.

Alla luce di tutto questo, le chiediamo di incontrarla al più presto e comunque in tempo utile perché queste nostre preoccupazioni, e i suggerimenti che pensiamo di poter dare, possano essere presi in considerazione in vista della presentazione del nuovo piano industriale del gruppo, che dovrebbe avvenire a inizio giugno. L’occasione potrebbe inoltre essere utile per metterla a conoscenza della strumentazione, anche finanziaria, che la Città di Torino e Regione Piemonte hanno già messo a disposizione del gruppo in alcuni campi e che potranno ancora mettere in campo per contribuire a rafforzare il ruolo di Torino e del Piemonte come polo internazionale europeo e globale della produzione automotoristica».

La lettera firmata da Appendino e Chiamparino

La lettera firmata da Appendino e Chiamparino (© )