22 giugno 2018
Aggiornato 09:00
Cronaca | Olimpiadi a Torino

Olimpiadi a Torino, dopo il «sì» di Grillo anche Appendino favorevole

Anche la sindaca di Torino si è espressa infine favorevolmente in merito alla prospettiva di una Torino Olimpica bis. Non mancano però alcune condizioni sine qua non

Chiara Appendino (© ANSA)

TORINO - E' lastricata di colpi di scena la strada che porta Torino a candidarsi per i prossimi Giochi Olimpici invernali. Dopo il 'sì' telefonico arrivato dal padre fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, poche ore fa anche la sindaca di Torino si è espressa favorevole alla prosepettiva di una Torino Olimpica bis. Non mancano però alcune condizioni sine qua non.

APPENDINO - «Zero debito per gli Enti Locali; recupero e riuso del patrimonio impiantistico, residenziale e infrastrutturale esistente; sostenibilità sotto ogni punto di vista: ambiente, mobilità, energia, lavoro e infine controllo dell’ANAC a tutela della legalità» questi alcuni dei capi saldi espressi da Appendino per una «nuova e diversa Olimpiade». L'obiettivo della manifestazione, ha spiegato ancora la sindaca di Torino, è quello di proprorre un 'modello rivoluzionario' che possa essere da esempio per le generazioni future. L'argomento non si esaurisce qui ovviamente e la prima cittadina ha promesso di sciogliere dubbi e perplessità durante una diretta lunedì 12 marzo. Se tutto va come dovrebbe, la città firmerà, entro la fine del mese, la manifestazione di interesse ad accogliere le Olimpiadi 2026, dopodiché la palla passerà al CONI. Intanto nell'aria riecheggiano ancora le parole di Grillo, che solo pochi giorni fa aveva dichiarato: «Le Olimpiadi sono una grande occasione per Torino e per il Movimento. Dimostreremo di saperle fare a zero debiti e in modo sostenibile». 

OLIMPIADI - Al finaco di Appendino in questo percorso ci sarà l'architetto Alberto Sasso, il quale vede nelle Olimpiadi un banco di prova per dimostare la diversa visione di governo dell'amministrazione pentastellata. «E’ l’occasione di collaudo e messa in pratica di un modello di politica reale, fatta per il territorio, con il territorio e per la collettività» ha spiegato Sasso, «dove la rigenerazione dell’esistente è la priorità, dove l’economia circolare è la priorità, dove l’uso consapevole e razionale delle risorse ambientali e dell’energia è la priorità, dove il controllo della spesa, dei tempi e della qualità è la priorità, dove la capacità di dialogo e mediazione con tutte le parti ed il reperimento delle risorse senza indebitamento è la priorità, dove la ricaduta certa e positiva sui territori marginali e sulla città è la priorità».