18 ottobre 2018
Aggiornato 18:00

«Il Paradiso delle signore» lascia Torino, l'accordo con i lavoratori è saltato: «Un'occasione mancata»

Il progetto, nelle intenzioni, si sarebbe sviluppato per nove mesi con la realizzazione di 180 puntate da trasmettere su Rai Uno nel palinsesto 2018-2019
Fiction «Il Paradiso delle signore»
Fiction «Il Paradiso delle signore» (Facebook Official Page)

TORINO - Ottantasei voti contrari, 49 favorevli e 32 astenuti. I conti parlano chiaro e, stando così le cose, la fiction 'Il Paradiso delle signore' non verrà realizzata a Torino. Durante l'assemblea dei lavoratori Rai, che si è svolta venerdì 9 marzo, è stato votato (e respito) l'accordo siglato in precedenza (il 6 marzo) tra sindacati e azienda. Il problema, si legge nero su bianco sull'ordine del giorno dell'assemblea, sono state le 60-70 ore settimanali di lavoro previste per la realizzazione del prodotto. Il progetto, nelle intenzioni, si sarebbe sviluppato per nove mesi con la realizzazione di 180 puntate da trasmettere su Rai Uno nel palinsesto 2018-2019, ma il 'no' dei lavoratori ha rimescolato le carte in tavola.

FICTION - Nel dettaglio si sarebbe trattatato di un impegno lavorativo pari a 9 ore al giorno, per cinque giorni settimanali, più un'ora di pausa pranzo, con la possibilità di un sesto giorno lavorativo. La Rai aveva offerto ai lavoratori 25 euro al giorno, in aggiunta allo stipendio mensile pattuito, 850 euro «una tantum», e infine il recupero dei giorni in più lavorati, ma niente da fare. «Rai e Amministrazione comunale di Torino trovano sconcertante la decisione dell’assemblea dei lavoratori di Torino di respingere l’ipotesi di accordo» hanno commentato da Palazzo Civico, «Si tratta di un’occasione mancata, che avrebbe potuto consentire, quale volano di sviluppo dell’audiovisivo sul polo torinese, il rilancio delle produzioni Rai su Torino».

LAVORATORI - La Rai ha in ogni caso ringraziato l’Amministrazione di Torino per il contributo nel cercare una soluzione che salvaguardasse il prodotto e ha espresso grande rammarico per aver portato le istituzioni ad assistere ad una «fiction» in cui è mancato, da parte dei lavoratori, il dato di realtà. «Questo però non pregiudica la più ampia collaborazione istituzionale tra Rai e la città di Torino considerata l’importanza della presenza Rai nel capoluogo piemontese». Molto dura la reazione del senatore pentastellato Alberto Airola: «Come commissario vigilanza Rai devo dire 'grazie' ai sindacati confederali che dovranno spiegare ai lavoratori perché li hanno privati del lavoro».