16 agosto 2018
Aggiornato 04:30

Olimpiadi 2026, continua la querelle tra Appendino e consiglieri anti Torino Olimpica bis

La consigliera pentastellata Marina Pollicino ha attaccato duramente la predisposizione della sindaca Appendino a candidare Torino per il 2026. Duri anche i commenti dell'opposizione
Sala Rossa Torino
Sala Rossa Torino (ANSA)

TORINO - Continuano le polemiche in casa Cinque Stelle a Torino in merito alla candidatura di Torino per i prossimi Giochi Invernali. A prendere la parola, nella serata di martedì 13 marzo, è la dissidente Marina Pollicino, una dei quattro consiglieri del Movimento apertamente contrari all'idea di una Torino Olimpica bis. «Finora ho tenuto un profilo sorvegliato, sperando che le azioni concrete fossero più chiare di mille parole. Ma adesso dico veramente basta» ha tuonato la consigliera dalla sua pagina Facebook, «La domanda vera che si dovrebbe porre ai Torinesi, e non solo a loro, è: volete le Olimpiadi e un ulteriore aumento delle tariffe per la ZTL, l'allargamento delle strisce blu, il taglio ai servizi educativi, le tariffe mensa più alte d'Italia, i tagli sul sociale?»

POLLICINO - La consigliera ha attaccato duramente la predisposizione della sindaca Appendino a candidare Torino per il 2026, ricordando come lei stessa abbia più volte evidenziato che l'azione di governo del Movimento 5 Stelle a Torino sia stata improntata al senso di responsabilità, dice, e al rigore. «Abbiamo votato in Sala Rossa provvedimenti duri e impopolari e molti ancora ne dovremo votare. Eppure, stringendo i denti,  nessuno di noi si è tirato indietro e non lo faremo in futuro. Questo perché il nostro obiettivo è il Bilancio e il relativo piano di rientro. Non è un orizzonte esaltante ma necessario» ha affermato ancora Pollicino. Le Olimpiadi in questo quadro come si pongono dunque? «Esulano completamente dalla rilevanza concretissima del Bilancio» ha affermato la consigliera che prosegue, «L'idea di un nuovo modello sostenibile di olimpiadi a costo zero, non viene preso in considerazione dal CIO, come hanno dimostrato le obiezioni mosse da molte città (con bilanci che non avremmo difficoltà a definire virtuosi) secondo fonti facilmente reperibili sulla rete». Pollicino si trova quindi d'accordo con alcuni esponenti della minoranza in Consiglio che hanno sottolineato come la città abbia contratto cospicui debiti pluriennali. «Vogliamo aggiungere, se bene ci va con Olimpiadi sostenibili, un altro miliarducolo, una robetta da nulla? Cambia qualcosa se non sarà Torino a dover far fronte ai costi ma la Regione o lo Stato? Chi ci può garantire che nel 2026 ci saremo noi a dover rispondere di questi atti?». «Un buon padre di famiglia» ha concluso Pollicino, «in un quadro economico contraddistinto da sacrifici e rinunce, cerca di mantenere il controllo della situazione e con il CIO ciò non è possibile, perché il rapporto è squilibrato e i rischi sono troppi».

OPPOSIZIONE - Appendino viene attaccata dal fuoco alleato e, ovviamente, non solo. Dalla minoranza in Consiglio Comunale la pazienza per i tentennamenti della sindaca inizia a scarseggiare. Questa mattina il capogruppo del PD Stefano Lo Russo ha commentato così la querelle dei Cinquestelle: «Quattro consiglieri grillini stanno tenendo sotto scacco Appendino e quindi l'intera Città di Torino sulla candidatura alle Olimpiadi 2026. Si tratta di Damiano Carretto 810 voti, Daniela Albano 568, Viviana Ferrero 455, Marina Pollicino 185. Totale 2018 voti. In 4. Mi chiedo se sia corretto che si debba tentennare così sulla candidatura olimpica con equilibrismi assurdi per le posizioni assolutamemte ideologiche e aprioristicamente contrarie di queste 4 persone (che sarebbe interessante sapere se il dossier della Camera di Commercio l'hanno almeno letto) che occupano temporaneamente un posto in consiglio comunale a Torino». Lo Russo prosegue così: «Questa ambiguità della Sindaca sta diventando stucchevole e se proprio vogliamo dircela anche decisamente contro gli interessi della comunità che rappresenta o che comunque dovrebbe rappresentare. Che non è il Movimento 5 stelle o comunque non solo quello» e conclude: «i voti in Consiglio Comunale per dire si alle Olimpiadi glieli diamo noi. I grillini avranno tempo dopo per tutte le loro manfrine interne. Adesso è il momento di agire compatti ed essere determinati verso il Coni e verso il CIO che poi quei giochi dovrà assegnarli». La parola ora va al Consiglio Metropolitano che si riunirà oggi, mercoledì 14 marzo.