21 novembre 2018
Aggiornato 04:30

Olimpiadi a Torino, la dissidente Ferrero: «Non abbiamo le infrastrutture, sono inutilizzabili»

Io non credo di poter affidare alle Olimpiadi il rilancio della città» ha affermato ancora questa mattina, mercoledì 15 marzo, Viviana Ferrero
Viviana Ferrero
Viviana Ferrero (Facebook Profile)

TORINO - Sembra che non sia ancora sanata la spaccatura all'interno del Movimento Cinque Stelle di Torino in merito alla questione Olimpiadi 2026. «Io non credo di poter affidare alle Olimpiadi il rilancio della citta'» ha affermato ancora questa mattina, mercoledì 15 marzo, Viviana Ferrero, una dei consiglieri del Movimento che non si presentò in aula il giorno della discussione della mozione di Mimmo Carretta sulla possibile candidatura di Torino ai giochi olimpici. «La città, i cittadini delle periferie, i cittadini dei luoghi degradati hanno bisogno di risposte ora, non tra otto anni soprattutto non ottenibili dalle Olimpiadi. E non si dica che abbiamo le infrastrutture perchè sono degradate e non riutilizzabili. Moi , trampoli, pista bob, ecc».

FERRERO - Si sta perdendo troppo tempo a discurete della questione, prosegue la consigliera pentastellata, «Ieri, in Citta' metropolitana, ho trovato oltremodo ridicoli i consiglieri di opposizione che si facevano fotografare con la bandiera olimpica. E perchè non con uno striscione con i danni olimpici?». «I 10 punti per dire" si" sono un compromesso che ribalta completamente il paradigma» prosegue Ferrero, che rifiuta l'appellativo di 'dissidente' «Vogliamo investimenti privati e guadagni pubblici e ricaduta sul territorio».