27 maggio 2020
Aggiornato 00:30
Teatro Regio

Il Teatro Regio di Torino come il Metropolitan di New York: la mozione del Comune per attrarre pubblico 

Una sorta di 'rivoluzione' dello storico teatro torinese che parla di un maggiore utilizzo delle nuove tecnologie per attrarre pubblico, di una compagnia di attori interna al Teatro Regio, di più recite a costi più bassi

TORINO - Una mozione piuttosto particolare quella presentata nel pomeriggio di martedì 14 marzo durante la seduta della V Commissione in Comune a Torino. A prendere la parola è stato il consigliere pentastellato, Massimo Giovara, per discutere di una 'riforma strutturale' che riguarderà il Teatro Regio di Torino. «Si tratta di un documento estremamente dettagliato» ha esordito Giovara, «in cui vengono indicate le linee guida da presentare alla sindaca di Torino al fine di incrementare il carattere innovativo dell'associazione Teatro Regio Torino, eccellenza del nostro territorio e capo saldo della lirica italiana». 

TEATRO REGIO - Una sorta di 'rivoluzione' dello storico teatro torinese insomma, scritta di concerto con due tecnici: Roberto Guenno, ex rappresentante sindacale e corista del Regio e Pier Luigi Dilengite, referente nazionale del M5S per le fondazioni liriche. In primo luogo i tre hanno affrontato il tema dell'ampliamento del pubblico, distante all'opera lirica soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione. Una prima manovra proposta dalla mozione consisterebbe nell'affiancare alle compagnie esterne che si esibiscono di solito al Regio, una compagnia interna, in modo da poter aumentare il numero delle recite diminuendone i costi e andando così ad agevolare le scuole e le fasce più deboli della popolazione. «Questo vorrebbe dire andare verso un modello di teatro di repertorio, con un ampio numero di opere che si alternano di giorno in giorno» ha spiegato Giovara che, nel testo della mozione, cita come esempio da seguire quello della Royal Opera House di Londra e la sua programmazione innovativa, portata avanti anche da artisti emergenti e molto giovani. Un secondo punto di innovazione riguarderebbe inoltre proprio la selezione degli artisti, che dovrebbe avvenire non più tramite agenzie, ma attraverso selezione diretta. Nella nuova era del Regio si prevede dunque di selezionare i solisti tramite audizioni periodiche, senza l'intermezzo di agenzie terze. A tutto questo pacchetto di riforme si aggiungerebbe inoltre una maggiore collaborazione con l'ufficio turistico della città di Torino, al fine di creare pacchetti pensati ad hoc per attrarre il pubblico di passaggio, sul modello di Venezia. 

CAFFETTERIA E MULTIMEDIA - Ma non è finita qui, la mozione del consigliere Giovara propone inoltre la realizzazione di una caffetteria all'interno del Regio, in cui il pubblico possa rifocillarsi e consultare archivi musicali o acquistare gadget e DVD delle opere liriche. Di più, nell'era del digitale, perchè non pensare di incrementare le risorse economiche del teatro trasmettendo in diretta streaming gli spettacoli? O di diffondere le rappresentazioni tramite sale cinematografiche sul modello del MET di New York? Parlando di risorse poi, l'aspirazione ultima di questo progetto di lungo periodo sarebbe quella di rendere il Regio un ente lirico di interesse nazionale, al pari della Scala di Milano, di modo da poter accedere ai contribuni statali triennali. «Efficienza e niente sprechi» sembra essere questo lo slogan della mozione che ha ancora tanta strada davanti a sé prima di poter essere concretamente attuata. «La riorganizzazione deve essere discussa con tutte le componenti del teatro» ha affermato l'assessore alla Cultura del Comune di Torino, Francesca Leon che ha dimostrato un buon apprezzamento per la mozione del consigliere Giovara e tecnici.

Commissione Cultura mercoledì 14 marzo

Commissione Cultura mercoledì 14 marzo (© Diario di Torino)