5 luglio 2020
Aggiornato 21:30
Appuntamenti

Eventi a Torino, gli appuntamenti da non perdere dal 19 al 22 marzo

Da Levante a Paolo Nespoli, Da Enrico Ruggeri a Geppi Cucciari e molti altri. Ecco cosa vi aspetta in città e come fare per non perdere gli appuntamenti migliori
Torino, gli appuntamenti da non perdere dal 19 al 22 marzo
Torino, gli appuntamenti da non perdere dal 19 al 22 marzo ANSA

TORINO – Musica, teatro, scienza, comicità e tanto altro. Ecco qualche consiglio per non lascirsi sfuggire i momenti più interessanti della settimana torinese.

Levante in concerto
Dopo un anno straordinario all'insegna del successo dell'ultimo lavoro discografico «Nel caos di stanze stupefacenti», del suo primo romanzo «Se non ti vedo non esisti» (Rizzoli), due tour da tutto esaurito e il debutto televisivo a X Factor, la cantautrice torna dal vivo in tour nel 2018 con un nuovo spettacolo. Con «Caos in Europa tour 2018» Levante porterà all'estero un concerto più rock, adatto ai locali che la ospiteranno. Lunedì 19 marzo torna a Torino, al Teatro Colosseo, con uno spettacolo più raccolto, più adatto all'atmosfera elegante dei teatri Caos in teatro tour 2018. Dal vivo Levante porterà i brani del suo ultimo lavoro discografico e le canzoni che hanno segnato la sua carriera artistica con arrangiamenti del tutto inediti.

A teatro
Al Teatro Gioiello, lunedì 19 marzo, alle 21, in scena «Caveman, l'uomo delle caverne». Il monologo, nato negli States, esportato in 30 Paesi nel mondo,  è già stato visto da oltre 10 milioni di spettatori. La versione italiana con Maurizio Colombi, nel 2013, si afferma come la migliore interpretazione dalla quale prenderanno ispirazione numerose versioni estere.  La regia del più famoso spettacolo al mondo sul rapporto di coppia, in scena al Teatro Gioiello di Torino per il cartellone Per Farvi Ridere, è di Teo Teocoli. Accanto a Maurizio Colombi, la band Davide Magnabosco e gli Jaia per un accompagnamento musicale di livello. Il testo originale, che nasce da Rob Becker, è frutto di studi di antropologia, preistoria, psicologia, sociologia e mitologia. Il monologo, nato negli States, esportato in 30 Paesi nel mondo, è già stato visto da oltre 10 milioni di spettatori. La versione italiana con Maurizio Colombi, nel 2013, si afferma come la migliore interpretazione nel mondo dalla quale prenderanno ispirazione numerose versioni estere. L’eterno incontro/scontro tra uomo e donna. Le manie, i difetti, i differenti modi di pensare e agire. Un tema vecchio come il mondo. Sei innamorato? Cerchi l'amore della tua vita? Sei stata lasciata? Non capisci il tuo fidanzato? Non capisci tua moglie? Siete in crisi? Vuoi passare una serata romantica? «Caveman» vi farà ridere, vi aiuterà a capirvi e ad essere più felici insieme.

Paolo Nespoli racconta i suoi viaggi nello spazio
Paolo Nespoli a Torino per raccontare la sua terza volta nello spazio. L’astronauta italiano atterra all’auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo, lunedì 19 marzo alle 18. La partecipazione all’evento è gratuita con prenotazione obbligatoria sul sito grattacielosanpaolo.com. Nella missione VITA, durata quasi cinque mesi, l’astronauta dell’ESA ha lavorato sulla Stazione Spaziale Internazionale a importanti esperimenti scientifici e biomedici, molti dei quali focalizzati sugli effetti della lunga permanenza dell’uomo nello spazio. Il nome VITA è acronimo di Vitalità, Innovazione, Tecnologia e Abilità. La missione ha come simbolo Il Terzo Paradiso di  Michelangelo Pistoletto. Con l’ultima missione durata 139 giorni, Paolo Nespoli ha stabilito il nuovo record di permanenza nello spazio per un astronauta italiano: 313 giorni trascorsi fuori dall’atmosfera terrestre. L’intervento di Paolo Nespoli sarà preceduto da una tavola rotonda sui risultati della space economy italiana. Lo spazio sta infatti diventando un volano per lo sviluppo di settori fino a oggi non coinvolti nel business spaziale.

Libri
Lunedì 19 marzo alle 18 Nicole Krauss sarà al Circolo dei lettori per presentare il suo «Selva oscura» (Guanda) con Elena Stancanelli, scrittrice. L'evento è in collaborazione con Libri Come. Dopo il grande successo di «La storia dell’amore» e a sette anni da «La grande casa», Nicole Krauss scrive un romanzo profondamente esistenziale che affronta il tema delle metamorfosi che toccano le vite dei due personaggi, Jules Epstein e Nicole. Jules Epstein, facoltoso ebreo newyorkese con profonde radici in Israele, è sparito nel nulla.  Le ultime notizie lo davano all’hotel Hilton di Tel Aviv: i figli smuovono gli alti gradi della polizia israeliana, ma inutilmente.  Non si trovano né il corpo, né indizi. A Tel Aviv nello stesso albergo arriva anche una giovane donna americana, una scrittrice in crisi personale e creativa, alla disperata ricerca di una soluzione ai suoi problemi. All’Hilton incontra un vecchio amico del padre, un professore di letteratura in pensione, che le propone un progetto molto interessante, qualcosa che potrebbe restituirle la vena creativa.Vitale, ironico e profondo, un romanzo affascinante sulla ricerca del senso della vita, e sulla necessità di guardare sempre oltre il visibile, verso l’infinito.

Torino Cocktail Week
Da lunedì 19 a domenica 25 marzo ritorna dopo il grande successo della prima edizione la settimana della miscelazione all'ombra della Mole, la Torino Cocktail Week. Con più di 30 locali e cocktail bar aderenti, bartender di fama internazionale, masterclass e workshop, Cocktail Village, e molto altro ancora. Un itinerario unico attraverso il cuore pulsante della città, tra più di 30 cocktail bar d’atmosfera e tradizionali locali di Torino. Con un pass che ti permetterà di accedere agli esclusivi sconti sui cocktail a 5 euro, partecipare ai workshop e alle Masterclass, conoscere da vicino i protagonisti e l’ingresso al Torino Cocktail Village. Giornate tematiche dedicate a 5 spirits differenti e una giornata ad hoc dedicata a Vodka, Gin, Tequila, Whisky, Rum e Vermouth. Masterclass, conferenze e, workshop per conoscere la storia degli spirits, per incontrare i protagonisti dell’arte della mixology, e per partecipare a show spettacolari. La base del Festival è il Cocktail Village, con i workshop, le conferenze, dj set, e aziende partner produttrici di spirits che proporranno degustazioni ed eventi dedicati.

Nelson Mandela Il libro e la mostra
La sfida della libertà. Come nasce una democrazia (Feltrinelli) è la storia della presidenza di Nelson Mandela, il racconto eccezionale di un paese che affronta un cambiamento profondo e radicale: rendere realtà la visione di Mandela di un Sudafrica libero. Il 21 marzo è la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale, istituita dalle Nazioni Unite nel 1966 in memoria del massacro di Sharpeville del 21 marzo 1960, quando sessantanove manifestanti neri furono uccisi da trecento poliziotti bianchi durante la marcia pacifica di disobbedienza alle leggi razziste dell’apartheid, che vietavano l’accesso ai neri in intere aree della città (Pass Laws). Per il 21 marzo, il Gruppo Feltrinelli con l’associazione «Il Razzismo è una brutta storia» propone una mostra nelle Librerie Feltrinelli di nove città italiane che celebra la figura di Nelson Mandela nel centenario dalla sua nascita: un percorso di 24 immagini tratte dal libro «La sfida della libertà», la seconda parte dell’autobiografia di Madiba pubblicata quest’anno da Giangiacomo Feltrinelli Editore e scritta insieme a Mandla Langa. La mostra percorre gli episodi significativi di questa storia: dalla leggendaria stretta di mano con François Pienaar, capitano degli Springbok – la nazionale di rugby sudafricana –, agli incontri con Yasser Arafat, Bill Clinton, per arrivare a istantanee private che lo ritraggono in piccoli gesti quotidiani. Dal 19 al 31 marzo, l’esposizione è allestita in contemporanea nelle Librerie laFeltrinelli di Milano, Torino, Genova, Verona, Firenze,  Roma, Napoli, Palermo, Catania. Il libro inizia con le parole con cui terminava la prima parte dell’autobiografia Lungo cammino verso la libertà(Feltrinelli, 2013) - «Assieme alla libertà vengono le responsabilità: Il mio lungo cammino non è ancora alla fine» – e ricorda, a partire dal 1994, gli anni della presidenza di Mandela. Primo presidente eletto democraticamente in Sudafrica, nel corso dei cinque anni dell’incarico lui e il suo Governo hanno dato inizio a un’impresa straordinaria: trasformare una nazione lacerata da secoli di colonialismo e apartheid in una democrazia autentica, nella quale tutti i cittadini sudafricani siano uguali di fronte alla legge.

Festa del papà al Museo Egizio
Appuntamento straordinario al Museo Egizio - via Accademia delle Scienze 6 - lunedì 19 marzo, alle 10.10, con «La mia famiglia egizia: speciale papà»: una visita guidata per celebrare tutti insieme, bambini e genitori, la festa del papà. Grazie all’analisi dei preziosi reperti custodi nelle sale del Museo e agli aneddoti citati dalla guida, grandi e piccini potranno scoprire alcune delle caratteristiche della vita famigliare quotidiana in epoca faraonica, concentrandosi per l’occasione sulla figura del papà. A seguire, durante il laboratorio, i ragazzi potranno ricostruire, con l’aiuto dei genitori, il proprio albero genealogico, rigorosamente in scrittura geroglifica. Per concludere una sfida al gioco del Senet, l’antico passatempo dei faraoni giunto fino a noi.

Musica classica
Martedì 20 marzo alle 21, il Teatro Colosseo ospita il concerto del pianista Roberto Cacciapaglia, nell'ambito del «Quarto tempo Celebration Tour». A dieci anni dall’uscita dello storico album «Quarto tempo», opera fondamentale che apre la collaborazione con la Royal Philharmonic Orchestra, il maestro milanese Roberto Cacciapaglia ha pubblicato lo scorso novembre la versione per il decimo anniversario del disco: oltre ai 12 brani originali, il doppio cd contiene le interpretazioni per pianoforte solo di tutti i brani e una versione inedita di «The Boy who Dreamed Aeroplanes – Il Ragazzo che Sognava Aeroplani». Una versione totalmente inedita: utilizzando un sistema di trasmissione del suono e una tecnologia innovativa che espande i suoni del pianoforte nello spazio, porta alla luce, rendendo udibili i suoni armonici che normalmente l'orecchio umano non riesce a percepire, quei suoni armonici che Pitagora definiva essenza dell'Universo. Sarà come se dal pianoforte raggi sonori si espandessero nello spazio circostante, creando un'esperienza di incanto, una relazione profonda tra ascoltatori e interpreti; Quarto Tempo, l'istante oltre passato, presente e futuro, dove convogliano le esperienze di esplorazione sonora e di presenza nel suono di tutta la lunga carriera del compositore.

Musica dagli Stati Uniti
Martedì 20 marzo 2018 alle 21.30 il Milk, lo spazio di multi intrattenimento ricavato dai vecchi magazzini della stazione ferroviaria di Porta Nuova, apre per la prima volta alla musica dal vivo d’autore, con l’esibizione di uno dei più grandi musicisti contemporanei, lo statunitense Michael Landau, che porta in tour il suo ultimo progetto «The Michael Landau Liquid Quartet». Nato a Los Angeles nel 1958, Michael Landau è cresciuto con la musica dei The Beatles, Jimi Hendrix, Led Zeppelin e dei Cream avvicinandosi negli anni dell'adolescenza al jazz e all'electric fusion jazz, genere di cui è ancora oggi maestro indiscusso. Proprio la passione per la sperimentazione rende i live di Landau unici per la spontaneità e le improvvisazioni creative. La sua carriera di chitarrista, iniziata negli anni 80 lo ha portato a produrre centinaia di registrazioni con gruppi di straordinario successo tra cui figurano quelle con i Pink Floyd, Miles Davis, B.B. King, Ray Charles, Joni Mitchell, James Taylor, Michael Jackson, Rod Stewart, artisti che spesso che spesso ha accompagnato in tour. In Italia, Michael Landau è particolarmente amato dai fan di Vasco Rossi, per il quale ha firmato due tra gli assoli più conosciuti della sua discografia: Gli angeli (1996) e Il mondo che vorrei (2008).

Spettacolo
Al Teatro Erba, da martedì 20 marzo, in scena «Tutte a casa (la guerra delle donne)». Infuria la Grande Guerra e l’Italia è impegnata nel terribile conflitto che miete vite, giovani e meno giovani, dalle trincee del Carso ai picchi delle Dolomiti. Mentre gli uomini sono al fronte, le donne si prodigano nel loro storico ruolo di madri e di mogli. Molte di loro, per arrotondare il magro bilancio familiare, accettano le offerte di lavoro che piovono dalle imprese, i cui ranghi sono rimasti sguarniti a causa della coscrizione dei propri dipendenti. Le donne escono dalle case e s’improvvisano tranviere, operaie, impiegate, suscitando il grande scandalo dei molti benpensanti. Del primo, devastante, conflitto mondiale, di cui in questi anni ricorre il centenario, sono stati raccontati la durezza della vita di trincea, le vittime e gli eroi. «Tutte a casa» si concentra invece sull’aspetto, abbastanza inedito ma di enormi proporzioni, dell’ingresso delle donne nel mondo del lavoro: un primo e imponente approccio, destinato all’epoca a non avere immediate conseguenze sul piano sociale, una volta terminato il conflitto, ma che di certo accelerò la presa di coscienza di molte donne. E -pur non dimenticando la tragedia sullo sfondo- lo fa nei toni della commedia e del sentimento, in una piéce dolce-amara tutta al femminile. Margherita, una ricca signora dell’alta borghesia milanese il cui marito imprenditore è stato preso prigioniero dagli austriaci, decide di imbarcarsi nell’avventura di tenere in piedi l’azienda di famiglia, produttrice di autocarri. All’inizio si tuffa nell’impresa con la leggerezza con cui frequenta i salotti dell’alta società; ma andando avanti si ritrova a sfidare l’ostilità di un mondo in cui tutti le sono contro. Nella sua avventura Margherita è supportata, ma anche spesso osteggiata, da altre quattro donne: Silvana, la coscienziosa segretaria del marito, che nasconde un segreto inconfessabile; Comunarda, una socialista combattiva; Teresa, giovane madre di famiglia; e Giacomina, che pensa più che altro a divertirsi.

Gran Varietà
Da martedì 20 marzo, a Le musica Hall, a grande richiesta dopo il successo invernale, il «Gran Varietà» torna con sei repliche eccezionali. Dal genio artistico di Arturo Brachetti e con la regia di Stefano Genovese arriva nuovamente sul palcoscenico lo spettacolo più frizzante dell’anno: 75 minuti di zapping teatrale in cui il divertimento è garantito. In scena numeri di ballo, canto, teatro, circo e poesia che si alternano a ritmo incalzante, insomma quell’arte teatrale che ha fatto la storia dello spettacolo internazionale: il varietà, qui proposto in chiave contemporanea e dinamica. Sul palco si esibisce una girandola di artisti, quattordici, dalla formazione più diversa: ci sono le ballerine di can can e gli acrobati, i cantanti, i clown, gli attori comici, i maghi, a formare una compagnia d’eccezione. Le coreografie sono di Cristina Fraternale Garavalli, la direzione musicale di Giovanni Maria Lori, la regia di Stefano Genovese.

Cultura alle Ogr
Martedì 20 marzo alle 18.30 David Szalay sarà alle OGR - Officine Grandi Riparazioni di Torino per presentare il suo nuovo libro «Tutto quello che è un uomo» (Adelphi) insieme a Paolo Giordano. L'evento si svolge nell'ambito di OGR Public Program di Fondazione Arte Moderna CRT in collaborazione con Adelphi, Salone Internazionale del Libro di Torino, Circolo dei Lettori e Libreria Luxemburg. Nove uomini, in diverse età della vita, dall'adolescenza alla vecchiaia. Un continente, l'Europa oggi – da Cipro alla Croazia, dalle Fiandre alla Svizzera –, fotografato in una luce cruda, quasi senza ombre. I nove fanno quasi tutte le cose che i maschi sono soliti fare: inseguono donne, le abbandonano, tentano un affare improbabile, cercano un luogo dove vivere un esilio decente, chiacchierano, sognano un'altra vita. E se a ogni capitolo tutto – protagonista, ambiente, atmosfera – cambia, fin dal primo stacco le nove storie sembrano una sola. All'inizio stentiamo a riconoscerlo, il paesaggio che David Szalay ci costringe a esplorare, finché, per ogni lettore in un punto diverso, ciò che abbiamo davanti si rivela per quel che è, in tutta la sua perturbante evidenza: il nostro tempo, quello che viviamo ogni giorno, in forma di romanzo. Questi e molti altri saranno gli spunti del dialogo tra l’autore, David Szalay, e Paolo Giordano.

Geppi Cucciari a teatro
Al Teatro Colosseo, dal 21 marzo, Geppi Cucciari torna con un nuovo spettacolo scritto e diretto da Mattia Torre. La conduttrice del programma radiofonico «Un giorno da pecora» porta in scena «Perfetta», un monologo che racconta un mese di vita di una donna attraverso le quattro fasi del ciclo femminile. La donna portata in scena dalla comica sarda conduce una vita regolare, scandita da abitudini che si ripetono ogni giorno e che come tutti lotta nel mondo. Ma è una donna, e il suo corpo è una macchina faticosa e perfetta che la costringe a dei cicli, di cui gli uomini sanno pochissimo e di cui persino molte donne non sono così consapevoli. Perfetta è la radiografia sociale ed emotiva, fisica, di 28 comici e disperati giorni della sua vita.

Teatro danza
Alla Lavanderia a Vapore di Collegno, mercoledì 21 marzo, alle 21, «Nessuno sa di noi». Nello spettacolo la distanza tra un essere e l’altro si fa più corta, soprattutto se gli esseri in questione sono così diversi. Memoria del teatro danza lei, in un corpo scolpito, allenato al farsi espressione. Corporatura intrisa di segno, lui: sul viso i tratti della sindrome di down e nel portamento una purezza sua propria. Nel segreto di un palco, si scopre la relazione. L’avreste mai immaginata? Poche parole e un’originalissima danza. Mattia Peretto e Julie Anne Stanzak sono la storia di due fragilità, tessuta attraverso la regia di Antonio Viganò. E mentre la distanza si accorcia passo passo, alla fine del viaggio le anime oltre ai corpi, non sembrano poi così distanti. Prima dello spettacolo vi aspetta la Scuola dello Spettatore, in collaborazione con Arianna Perrone e le insegnanti delle scuole di danza.

Novità discografiche
Mercoledì 21 marzo, alle 18, alla Feltrinelli di piazza C.L.N. I «Decibel», capitanati da Enrico Ruggeri, nati tra i banchi di scuola del Liceo Berchet a Milano nell’ormai lontano 1976, sono tornati insieme dopo 40 anni. Incontrano il pubblico per l’uscita del loro nuovo album «L’Anticristo» che contiene il brano «Fuori dal tempo», presentato da Ruggeri & co. al Festival di Sanremo.

Musica live
Giovedì 22 marzo arriva sul palco del Blah Blah una delle più interessanti band del panorama alternative italiano: i «Gambardellas». Più di 100 date in Italia ed Europa, aperture prestigiose a: Juliette Lewis, Ministri, Fask, BSBE, Linea 77 e tanti altri, un album, Survive, fresco di stampa e un live set potente e coinvolgente con ingresso a offerta. I «Gambardellas» nascono nel 2012 con il fondatore Mauro Gambardella (batteria, voce) in veste di one-man-band. La formazione live in breve diviene la line-up definitiva, con l'ingresso di Glenda Frassi (chitarra-cori) e Grethel Frassi (synth-cori). Il nuovo disco «Ashes» permette ai «Gambardellas» di suonare ben 60 concerti nei due anni successivi, arrivando (unici artisti italiano) al prestigioso Woodstock Poland Festival, in mezzo a nomi quali Volbeat, Hatebreed, Skid Row. Nell’aprile 2017 i «Gambardellas» pubblicano il singolo «Won’t Give Up», prima anticipazione del nuovo album in lavorazione. Il singolo viene accolto molto positivamente da critica e pubblico e consente alla band di aprire i concerti degli inglesi Alvarez Kings e alla storica band italiana Ritmo Tribale nella serata della loro reunion presso il Circolo Magnolia di Milano. A gennaio 2018 è uscito il nuovo lavoro: «Survive».

Ragazzi a Teatro
Al Teatro Regio da giovedì 22 marzo, «Il barbiere di Siviglia» raccontato ai ragazzi Opera pocket dal melodramma buffo. In occasione dell'Anno Rossiniano Fascia d'età consigliata: 8-16 anni. Due secoli e non dimostrarli: la comicità, la bellezza melodica, la frizzante strumentazione del Barbiere di Siviglia, dal lontano debutto del 1816, superano il tempo e i luoghi per presentarsi ogni volta irresistibili al pubblico di ogni età. In occasione dell'Anno Rossiniano, il celebre titolo e' declinato in una versione che permette a grandi e piccini di imparare ad amare Rossini e il melodramma nel modo più divertente e coinvolgente possibile.

Lego e arte
Da giovedì 22 marzo, arriva a Torino «The Art of the Brick» la grande mostra d’arte contemporanea che utilizza i mattoncini Lego come unico mezzo artistico. Una mostra itinerante che ha intrattenuto e ispirato più di 1 milione e mezzo di appassionati d’arte in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti, in Australia, Taiwan, Singapore, Cina. Definita dalla CNN: una delle 12 mostre al mondo da vedere. Allestita negli ampi spazi della Promotrice delle Belle Arti di Torino, mette in mostra oltre 80 imponenti opere d’arte del noto artista statunitense Nathan Sawaya, creatore di «The Art of the Brick», il quale è stato acclamato in tutto il mondo peressere il primo artista in assoluto a portare i Lego nel mondo dell’arte ed aver plasmato il noto giocattolo in vere opere d'arte. I personaggi e gli oggetti creati da Sawaya sono vere e proprie sculture che trasmettono sentimenti, emozioni, stati d’animo che caratterizzano l’essere umano. La sua arte si concentra su sculture in larga scala, creazioni 3D come ricostruzioni, a volte reinterpretate, di capolavori universalmente riconosciuti dei grandi maestri. Tra le opere d’arte, frutto dell’immaginazione dell’artista, che i visitatori hanno l’opportunità di vedere da vicino, vi è l’iconica Yellow, la scultura a grandezza naturale di un uomo che si apre il petto dalla cui cavità escono migliaia di mattoncini Lego gialli come il sole. È da sempre l’opera più popolare, vuole trasmettere l’effetto catartico che aprirsi al mondo può avere sulla mente. La mostra comprende inoltre una zona interattiva che invita i giovani, ma non solo, a esprimere la propria creatività utilizzando i Lego, dando svago alla propria immaginazione e creatività.

Comicità
Il comedian più irriverente del panorama italiano, l’unico che ha portato la sua dissacrante comicità senza censure in tv, torna per il quarto anno consecutivo al Teatro Gioiello. Giorgio Montanini sale sul palco giovedì 22 marzo con «Eloquio di un perdente», uno spettacolo che ha giù registrato sold out in tantissimi altre città. Anche in questo spettacolo il Nemico Pubblico nazionale rispetta rigorosamente le caratteristiche della satira e le celebra una per una. Un mix di riflessioni dalla comicità tagliente, che tutto fa tranne che consolare; smonta tutti i luoghi comuni e le certezze che accomunano il nostro benpensante Paese. Montanini, con la sua stand up comedy, spara sul buonismo degli italiani e lo distrugge. Una satira feroce, politicamente scorretta, talmente scorretta che gli costa sempre il cartellino rosso dai programmi televisivi. Eloquio di un perdente Montanini parla del centro. Cos’è il centro? Connotazione geografica a parte, il centro rappresenta, nell’immaginario comune, il fulcro. Il cuore. L’equilibrio. La stabilità. La sicurezza. Il giusto. Quando l’immaginario si concretizza e cresce attraverso convenzioni, luoghi comuni e sovrastrutture sociali, chi ci assicura che quello sia veramente il centro? E non solo. Ci siamo mai chiesti se ciò che diamo per assodato essere giusto, sia giusto veramente. Sia giusto per tutti e non solo per pochi. Ci siamo mai chiesti se, i parametri utilizzati per definire il «giusto», non vengano redatti definiti e diffusi proprio da quei pochi? Sappiamo cosa sia la pazzia, di cosa aver paura, cosa sia l’estremismo perchè ne siamo consapevoli o perchè ce l’hanno detto? Se siamo consapevoli allora la nostra specie è fottuta, fottuta, già estinta. Se ce l’hanno detto e scopriamo che non è vero, come accade Matrix e iniziamo la rivoluzione. Schernisce il potere moderno, mai così spietato ma allo stesso tempo quasi infantile, autolesionista-goffo-bulimico. Contemporaneamente non si esime dall’assumersi le responsabilità individuali e non risparmia nulla al pubblico. Lo ammonisce e lo esorta a prendere coscienza che, per quanto paradossale, il potere e quindi il destinatario delle invettive, siamo noi.