Cronaca | Olimpiadi 2026

«Olimpiadi uguale ’Ndrangheta»: sotto il Comune la protesta dei ‘no’ a Torino 2026

Un centinaio di persone circa stanno manifestando sotto il Comune di Torino con slogan, cori e cartelloni: nel mirino dei «No Olimpiadi» Appendino e Chiamparino

La protesta sotto il Comune
La protesta sotto il Comune (Diario di Torino)

TORINO - C’è una Torino che dice «no alle Olimpiadi 2026» e che in questi minuti, intorno alle 16:00, si è data appuntamento sotto Palazzo Civico, a pochi metri dall’ufficio di Chiara Appendino. L’obiettivo? Far sentire la propria voce, quella di chi non vuole che Torino non ospiti i giochi olimpici.

TORINO 2026, LA PROTESTA - A scendere in piazza, nello stesso giorno in cui per le 18:00 è attesa la manifestazione di chi protesta contro la Ztl, un centinaio di persone circa: No Tav, centri sociali, comitato acqua, militanti della frangia più estrema del M5S e la consigliera regionale (ex pentastellata) Stefania Batzella. Gli slogan sono i più disparati, si va dal «No alle Olimpiadi del debito» a «Olimpiadi = ‘Ndrangheta», passando per «prima i poveri e i migranti, no olimpiadi». Non manca l’attacco diretto alla sindaca Appendino e al presidente Chiamparino: «Chiampa & Chiara, due cuori una casta». I manifestanti non hanno dimenticato gli sprechi di Torino 2006, un’edizione dei giochi olimpici a due facce, quella positiva che ha permesso di far conoscere Torino nel mondo e quella negativa rappresentata dagli sprechi, dagli impianti abbandonati e mai più utilizzati oltre che da «problemi» sociali come l’ex Moi

TORINO 2026, L’INVERSIONE DI APPENDINO - La protesta è pacifica, ma determinata. Se quasi tutti si aspettavano il «sì» di Chiamparino alla candidatura di Torino per ospitare i giochi del 2026, in molti non hanno compreso il retromarcia di Appendino sul tema Olimpiadi. Gli stessi consiglieri comunali del M5S, prima di trovare un’intesa, avevano dato vita a una protesta tacita lasciando vuota la Sala Rossa nel giorno in cui si sarebbe dovuto parlare proprio della candidatura di Torino. Un’inversione a «U» della sindaca, avallata da Beppe Grillo, ma parsa poco coerente ai «duri e puri» del M5S. Attualmente il Coni, pur apprezzando l’interesse espresso da diverse città italiane, non si è sbilanciato sulla città da candidare. L’ipotesi di una doppia candidatura tra Torino e Milano comunque sembra perdere quota: troppo tesi i rapporti per poter arrivare a un accordo.

La protesta sotto il Comune

La protesta sotto il Comune (© La protesta sotto il Comune)