21 novembre 2018
Aggiornato 21:30

Olimpiadi 2026, il vicesindaco Montanari duramente contestato fuori da Palazzo Civico

L'assessore con delega all'Urbanistica del Comune di Torino è stato attaccato da alcuni esponenti della protesta, i quali hanno sostenuto con forza le ragione del loro 'no' all'ipotesi di una Torino Olimpica Bis

TORINO - E' stato duramente contastato nel pomeriggio di ieri, lunedì 19 marzo, il vicesindaco di Torino Guido Montanari. Sceso in strada per rispondere alle richieste dei manifestanti 'No Olimpiadi' che si erano dati appuntamento in piazza Palazzo di Città, l'assessore con delega all'Urbanistica del Comune di Torino è stato attaccato da alcuni esponenti della protesta, i quali hanno sostenuto con forza le ragione del loro 'no' all'ipotesi di una Torino Olimpica Bis.

OLIMPIADI - I motivi addotti dai manifestanti (tra cui No Tav, centri sociali, comitato acqua, militanti della frangia più estrema del M5S ecc.) sono noti: «Le Olimpiadi le vogliono le banche, non i cittadini», «La sindaca ha scelto da sola, senza consultarci», «Siete inaffidabili». Gli animi si sono surriscaldati, ma la discussione non si è certo esaurita in una scaramuccia fuori dalle mura del Comune tra vicesindaco e manifestanti. Francesca Frediani, consigliera Reginale del Movimento 5, ad esempio, ha ribadito una spaccatura interna al Movimento sul tema dei Giochi: «Sulle Olimpiadi c'è un dibattito interno al M5S (ed esterno, con toni molto accesi), sarebbe inutile e ridicolo nasconderlo».