Cronaca | Barattolo

Barattolo a Mirafiori Sud, CasaPound si ribella: chiesta la chiusura dell’ex Suk

Marco Racca, coordinatore regionale, critica la scelta dell’amministrazione: «Barattolo? Merce rubata e contraffatta». L'assessore, dopo l'incontro con gli ambulanti, si chiude nel silenzio

Lo striscione contro Barattolo a Mirafiori
Lo striscione contro Barattolo a Mirafiori (Casa Pound Torino)

TORINO - Barattolo continua a far discutere. La decisione, ufficiosa e non ancora ufficiale, di spostare il mercato di libero scambio da via Carcano a Mirafiori Sud, non sembra esser stata accolta con favore quasi da nessuno. Se da una parte gli ambulanti avevano chiesto di rimanere nei pressi del cimitero monumentale e dall’altra Fabrizio Ricca aveva chiesto di chiudere l’ex Suk, nella notte anche CasaPound ha espresso la sua contrarietà all’arrivo a Mirafiori di Barattolo.

REBUS BARATTOLO - C’è di più: i militanti della tartaruga frecciata, si dichiarano pronti a «continuare la loro battaglia contro quel ricettacolo di illegalità che è Barattolo anche a Mirafiori Sud». Per questo motivo nella notte è stato affisso uno striscione di protesta. Dopo l’incontro con gli ambulanti al Cortile del Maglio, l’assessore Giusta si è chiuso nel silenzio e le uniche voci che si sentono sono quelle dei contestatori. Marco Racca, coordinatore regionale di CasaPound, attacca: «L’ex Suk è un covo di illegalità: merce rubata, contraffatta, lontana dalle norme igienico-sanitarie di un Paese civile viene impunemente venduta o scambiata. Qualche mese fa, inoltre, il mercato di via Carcano è stato teatro di un brutale omicidio in pieno giorno. A che gioco gioca la sindaca Appendino? I problemi si risolvono, non si spostano». Chissà che il silenzio non nasconda sorprese o dietrofront. Una cosa è certa: Barattolo, il mercato di libero scambio itinerante, continua a far discutere.