21 novembre 2018
Aggiornato 20:30

Vaccinazioni, parla l'assessore Patti: «E' folle allontanare i bambini da scuola»

«Chiedo» ha spiegato l'assessore Patti, «che venga data alle famiglie un’ulteriore possibilità che permetta loro di non trovarsi in una condizione di inadempienza»
Vaccinazioni
Vaccinazioni (ANSA)

TORINO - A oggi, tra i bambini e le bambine che frequentano gli istituti scolastici comunali, 245 risultano inadempienti, su un totale di 11334, ha spiegato l'assessore alla Scuola del Comune di Torino, Federica Patti. Stando così le cose, secondo le indicazioni ministeriali, questi dovrebbero essere allontanati. 

INADEMPIENTI - Chi sono gli inadempienti? La circolare congiunta del ministero della Sanità e dell’Istruzione, inviata il 27 febbraio 2018, considera inadempiente chi "non ha presentato formale richiesta di vaccinazione", tanto che la stessa ministra Beatrice Lorenzin, in risposta a una lettera di chiarimento del Presidente ANCI Decaro, ha sostenuto che bambini e bambine potranno continuare a frequentare i servizi per l’infanzia, a condizione che le famiglie abbiano fatto «richiesta di effettuazione delle vaccinazioni». In Piemonte però le famiglie non hanno dovuto presentare richieste, ma hanno ricevuto direttamente dalle Asl una lettera con l’appuntamento per sottoporre i propri figli alle vaccinazioni mancanti. «Questa stessa efficienza rischia di avere conseguenze negative» ha spiegato Patti, «perché l’ASL non fissa più ulteriori appuntamenti, ma garantisce invece l’accesso diretto al servizio vaccinale. Quindi la Regione, nella sua circolare del 5 marzo, sostiene che ‘la presentazione di copia della formale richiesta di vaccinazione non può essere considerata valida per l’ammissione ai servizi educativi per l’infanzia». 

PATTI - Di fronte l'assessora afferma: «Se l’obiettivo è raggiungere il massimo risultato, senza scontri, tutelando la serenità dei bambini e il loro diritto a concludere l’anno educativo, credo occorra mettersi in un’ottica non di aut-aut, bensì di accompagnamento e di cura e di ricostruzione delle relazioni di fiducia tra famiglie da un lato e scuola e istituzioni pubbliche dall’altro. Credo che il nostro ruolo ci imponga di andare al di là di alcune rivendicazioni e di pensare a chi respinge l'idea di vaccinare i propri figli come a famiglie che necessitano di maggiori rassicurazioni e informazioni». «Trovo folle allontanare dei bambini dai servizi e, a maggior ragione, a questo punto dell’anno scolastico» ha precisato  l’assessora. «Non so se ci si rende conto di cosa implica per bambini piccoli o piccolissimi essere ’allontanati’ dalla loro scuola, o dal loro nido, che è sì un contesto educativo, ma per loro relazionale ed affettivo. Inoltre, non so come ci si immagini che possa avvenire concretamente: che le famiglie, spontaneamente non ve li portino più? O che li allontanino le stesse educatrici che hanno lavorato mesi per accoglierli, includerli, farli stare bene? Chiedo» conclude Patti, «che venga data alle famiglie un’ulteriore possibilità di appuntamento che permetta loro di chiedere maggiori chiarimenti e quindi di non trovarsi in una condizione di inadempienza».