20 settembre 2018
Aggiornato 09:00

Tentato omicidio a Torino, in manette due uomini pluripregiudicati 

L’attività di indagine parte da un elemento: l’auto dei rapinatori
Tentato omicidio
Tentato omicidio (Polizia di Stato)

TORINO - Nella giornata di mercoledì 28 Marzo, gli uomini della Squadra Mobile di Torino hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti del pluripregiudicato Salvatore Scivoli e di Giuseppe Argento, attualmente detenuto presso la casa circondariale Lorusso e Cotugno. In seguito a un’articolata attività di indagine è emerso che, ai due soggetti, sia riconducibile un tentato omicidio e altri reati: rapina aggravata, ricettazione di un’autovettura e di una pistola con matricola abrasa e il furto di un’altra auto. 

TENTATO OMICIDIO - In una mattinata dello scorso inverno, la vittima, titolare di due sale slot cittadine, ha prelevato la somma di 25.000 euro in contanti e si è recata presso un’agenzia bancaria cittadina per depositare l’incasso. Sceso dall’auto l'uomo è stato avvicinato da due soggetti armati di pistola e parzialmente travisati che gli hanno intimato di consegnare il denaro. La vittima allora, vedendo i due scappare, ha reagito e si è lancaita al loro inseguimento, prima a piedi e successivamente in auto. I rapinatori inseguiti, hanno così deciso di aprire  il fuoco contro l'uomo. Tant'è che l'ogiva di un proiettile si è conficca sotto il montante del parabrezza dell’auto della vittima, all'altezza del viso, fortunatamente senza causare danni alla persona. 

INDAGINE - L’attività di indagine è partita da un elemento specifico: l’auto dei rapinatori. Da qui si sono susseguite numerose attività di indagine che hanno trovato una prima conferma durante una perquisizione effettuata per altri motivi presso un appartamento nella zona ospedaliera di Torino. All’interno dell’abitazione, infatti, è stato rintracciato Argento, in quel momento latitante per non aver fatto rientro presso la casa lavoro ove era ristretto. L’uomo è stato trovato in possesso di una pistola marca beretta cal 7.65 con matricola abrasa con i relativi colpi ed altro munizionamento. Grazie agli accertamenti balistici, si è appurato che proprio quell’arma era stata utilizzata per il compimento della rapina su cui si indagava.