21 novembre 2018
Aggiornato 04:30

Lasciato il Movimento 5 Stelle, Deborah Montalbano crea il gruppo misto «Uscita di sicurezza»

La consigliera continuerà a stare al suo posto in Sala Rossa. Dopo l’addio ai grillini con cui era stata eletta, ha creato un nuovo gruppo: “Porterò avanti le battaglie per le periferie”
La consigliera Montalbano
La consigliera Montalbano ()

TORINO - Lasciato il Movimento 5 Stelle e passata al gruppo misto, la consigliera comunale Deborah Montalbano da ieri fa ufficialmente parte del gruppo consiliare misto «Uscita di sicurezza». A comunicarlo è stato il presidente del Consiglio comunale, Fabio Versaci, durante la seduta della Conferenza dei Capigruppo in cui ha letto una nota della stessa consigliera Montalbano.

NOME NON A CASO - Il nome del nuovo gruppo non sta a indicare un’uscita di sicurezza dal Movimento 5 Stelle. Deriva più che altro da una vecchia associazione di solidarietà presente nel quartiere Vallette: era utile ai giovani perché creava loro un’uscita dal disagio sociale. «Nel riprenderne il nome», ha dichiarato, «vogliamo rivolgere un messaggio a chi fa o vuole fare politica in un modo diverso, trasparente e solidale».

PROGRAMMA - C’è tanta curiosità nel sapere cosa farà la consigliera in Sala Rossa da qui in futuro. Lei ha detto che non sarà un «no» a prescindere contro la maggioranza e che porterà avanti il programma del Movimento 5 Stelle, quello presentato per le elezioni, «ma quello originario, non quello rimaneggiato e stravolto». Continuerà a battersi, ad esempio, per le periferie.

LE CRITICHE - Gli ultimi mesi per Deborah Montalbano non sono stati affatto facili. Tanti suoi ex compagni attivisti del Movimento 5 Stelle non le hanno perdonato la storia dei rimborsi dei taxi e l’utilizzo privato dell’auto istituzionale del Comune di Torino, tanto che le avevano chiesto di fare un passo indietro rassegnando le dimissioni da consigliera. Lei invece ha deciso di continuare uscendo dal gruppo di maggioranza. «Continuo a rimanere in Sala Rossa perché sono stata eletta e devo portare avanti le battaglie di chi mi ha votata», ci aveva detto solo qualche settimana fa. Intanto non si sono ancora fermati i commenti di alcuni: «Nome quanto mai azzeccato! L'uscita c'è stata, la sicurezza di uno stipendio per i prossimi tre anni pure. Cosa si potrebbe chiedere di meglio?», oppure: «Anche se le intenzioni paiono buone il metodo è sbagliato. Chi rappresenta oggi? Se stessa. Non è più portavoce ma occupa una comoda poltrona. E se dalla Commissione che presiedeva poteva portare qualche risultato, oggi vale come l'inutile due di picche. Il resto verrà fuori col tempo».