Cronaca | Paracchi

L'ex fabbrica Paracchi va all'asta, quale futuro per lo stabile abbandonato?

Negli anni passati furono indette altre due aste, entrambe archiviate con un nulla di fatto

Ex fabbrica Paracchi
Ex fabbrica Paracchi (Diario di Torino)

TORINO - Seicentodieci mila euro. E' questa la base d'asta per l'ex fabbrica Paracchi, l'edificio da diversi anni abbandonato che si trova in via Pessinetto 36, all'angolo con via Pianezza. Con i suoi 2.400 metri quadrati lo stabile ha un forte valore attrattivo, ma non manca di criticità. Negli anni passati infatti furono indette altre due aste, entrambe archiviate con un nulla di fatto. Innanzitutto bisogna tenere conto dei vincoli storici stabiliti dalla Sopraintendenza ai Beni Archeologici, in particolar modo per quel che riguarda le facciate; non secondaria l'importante opera di bonifica che si renderà necessaria nel momento successivo all'acquisto. 

ASTA - Le offerte si chiudono il 26 aprile e, stando a quanto emerso dal sopralluogo dei consiglieri comunali del 29 marzo, pare che ci sia all'orizzone una manifestazione di interesse. La destinazione d'uso dello stabile va dal residenziale ai servizi. L'unico elemento di cui i compratori dovranno necessariamente tenere conto è che il piano interrano non è fruibile in maniera continuativa, poichè si trova al di sotto del livello di esondazione della Dora. Maggiori informazioni sull'asta si trovano sul sito del Comune di Torino. 

SOPRALLUOGO - Durante il sopralluogo della Commissione Urbanistica, il presidente Damiano Carretto ha ricordato che la struttura è tornata alla città nel  2014. «Speriamo che ci sia qualche operatore interessanto di modo da poter procedere alla riqualificazione dell'edificio» ha affermato Carretto. Allo stesso modo anche il capogruppo del Moderati in Consiglio Comunale, Silvio Magliano, si augura che si possa trovare un investitore privato: «Abbiamo bisogno di portare in questa zona vita e vivacità. Questo dovrà andare di pari passo con un aumento della sicurezza, poichè al momento qui le famiglie hanno paura a uscire la sera e questo non è accettabile».