20 aprile 2018
Aggiornato 18:18
campi nomadi

Per vivere in un campo nomadi bisognerà rispettare un regolamento: cosa prevede

Sosta temporanea, pagamento di una tariffa annuale e tanti altri requisiti. Permangono i dubbi su come far applicare il regolamento

Una casa nel campo nomadi di via Germagnano (© Diario di Torino)

TORINO - Il regolamento delle aree di sosta per rom e sinti e realtà: dopo mesi di dibattiti, polemiche e lungaggini burocratiche, il Consiglio comunale ha approvato con 21 voti favorevoli, tre contrari e due astensioni un nuovo Regolamento delle aree di sosta attrezzate. Le aree di sosta interessate sono quelle attualmente autorizzate di via Germagnano 10, Strada dell’aeroporto 235/25, via Lega 50, corso Unione Sovietica 655 e interessano un totale di 769 persone. Il regolamento non è applicabile alle aree di sosta abusive.

COSA PREVEDE IL REGOLAMENTO - Il regolamento, che sostituisce il precedente del 2004, impone alcune regole agli abitanti delle aree di sosta. Ecco di seguito gli elementi qualificanti e innovativi del Regolamento:
- Carattere temporaneo delle aree di sosta in vista del loro superamento.
- Modificazione della composizione e del funzionamento della Commissione che rilascia i nullaosta per la sosta nelle aree attrezzate.
- Verifica su reddito e patrimonio dei richiedenti e pagamento di una tariffa annuale.
- Morosità pregresse e non sanate con rateizzazioni causano il mancato rilascio del permesso di sosta, così come i reati definiti all’articolo 9 del Regolamento.
- I requisiti per l’accesso ai campi sono estesi all’accesso ai percorsi di inclusione sociale e accoglienza in strutture comunali collettive.
- Le nuove norme di comportamento sono dettagliate e prevedono oltre alla cura della piazzola e altri doveri civici, la regolarità dei documenti di tutto il nucleo famigliare.

IL REGOLAMENTO E' APPLICABILE? - Se è vero che il regolamento si pone obiettivi ambiziosi, volti a porre fine all'illegalità nei campi, è altrettanto vero che l'applicabilità di queste regole appare una chimera. «Perché chi non rispetta la legge da anni dovrebbe rispettare questo regolamento?» è la critica principale. E ancora: «I trasgressori verranno puniti?». Sono queste le domande principali dell'opposizione, delle Circoscrizioni e di chi vive vicino ai campi nomadi. Fabrizio Ricca, capogruppo Lega Nord, attacca: «E' un aborto, serve solo a ottenere titoli sui giornali». Dubbiosa anche Deborah Montalbano, di Uscita di Sicurezza: «Mancano strumenti efficaci per il controllo e la sanzione delle violazioni regolamentari». Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati, ha ricordato che «non è sufficiente cambiare nome alle cose perché la sostanza delle cose cambi». Più ottimista Valentina Sganga (M5S): «La vocazione di questa Amministrazione, in accordo con l’impegno assunto dall’Italia in Europa, è il superamento delle baraccopoli cittadine».