18 ottobre 2018
Aggiornato 11:00

Fingevano di avere la società all’estero, ma era a Ciriè: evasione da un milione di euro

Grazie alla mancanza di iva e a tariffe agevolate avevano fatto grandi affari. Il tutto fingendo di avere sedi in stati con un regime fiscale agevolato. In realtà però erano a pochi chilometri da Torino
Guardia di finanza
Guardia di finanza ()

TORINO - La guardia di finanza ha scoperto un’azienda di Ciriè che ha evaso le tasse per oltre un milione di euro semplicemente fingendo di avere sede non in Italia ma in stati con un regime fiscale agevolato e, quindi, attirando clienti grazie a prezzi più competitivi mancando l’applicazione dell’iva. E i responsabili non avevano tralasciato alcun particolare, dalla carta intestata su cui venivano firmati i contratti, fino ai bigliettini da visita e agli indirizzi email. Doveva sembrare, e così pareva, che i servizi fossero venduti da agenti di società straniere.

DA DUBBI A CERTEZZE - Le indagini hanno dato alcune risposte quando la finanza, facendo ricerche sui server aziendali, hanno reperito documentazione informatica ed e-mail scambiate tra l’amministratore italiano e gli agenti delle società «straniere» che, come poi accertato, si trovavano fisicamente in Italia ed erano gli stessi che si occupavano anche degli affari italiani.  Anche costoro, in sostanza, disponevano di una doppia identità, italiana o straniera, ed erano in grado di utilizzare l’una o l’altra a seconda della situazione. L’elemento di congiunzione definitivo è stato ottenuto analizzando l’assetto societario. Il proprietario delle società straniere, di fatti, è risultato un facoltoso imprenditore di Ciriè che controllava varie aziende della zona, compresa quella nella quale è stata reperita la documentazione.

GUAI PER L’AZIENDA - Raccolti tutti gli elementi di prova la guardia di finanza ha attivato la procedura prevista per poter intraprendere le investigazioni nei confronti di aziende che risultino aver sede all’estero, e che consiste, inoltre, nell’apertura d’ufficio di una partita iva italiana. I redditi prodotti e tassati all’estero saranno ora ritassati in Italia e delle relative entrate beneficeranno le casse nazionali, illegittimamente depauperate negli anni in cui le finte aziende straniere hanno eluso il pagamento delle imposte. Accertata un’evasione fiscale di oltre 1 milione di euro e, inoltre, è stato denunciato l’imprenditore, un cinquantenne già noto alle forze dell’ordine, alla Procura della Repubblica di Ivrea per reati fiscali. Infine, sotto la lente d’ingrandimento ora potrebbero finire anche i clienti: gli inquirenti vogliono valutare, infatti, se fossero effettivamente ignari dello stratagemma architettato dall’amministratore della società «madre» o, invece, fossero collusi con i vertici aziendali, consapevoli dunque del meccanismo che garantiva ingenti risparmi in termini di costi e in termini di tasse pagate.