20 settembre 2018
Aggiornato 06:00

Tassa di soggiorno, raggiunto un accordo tra Comune di Torino e Airbnb 

’intesa consente, a partire dal mese di maggio, di formalizzare le procedure di applicazione, riscossione e versamento dell’imposta di soggiorno dovuta alla Città di Torino dagli ospiti delle strutture residenziali affittate tramite il portale della community Airbnb
Raggiunto un accordo con il Comune di Torino
Raggiunto un accordo con il Comune di Torino (Airbnb)

TORINO - Via libera questa mattina dalla Giunta comunale, su proposta dell’assessore al Bilancio e ai Tributi, Sergio Rolando, a un accordo tra la Città di Torino e la società Airbnb Ireland, uno dei più importanti operatori nel campo della sharing economy applicata al settore turismo che, tramite la propria piattaforma web offre la possibilità di pubblicare, trovare e prenotare camere e appartamenti in tutto il mondo. 

AIRBNB - L’intesa consente, a partire dal mese di maggio, di formalizzare le procedure di applicazione, riscossione e versamento dell’imposta di soggiorno dovuta alla Città di Torino dagli ospiti delle strutture residenziali affittate tramite il portale della community Airbnb. Il Regolamento sull’imposta di soggiorno modificato e approvato dalla Sala Rossa lo scorso febbraio prevede infatti, come stabilito dalla legge regionale, che le società d’intermediazione per l’affitto di immobili mediante portali telematici debbano provvedere, se incassano il canone di locazione, alla riscossione e al versamento dell’imposta di soggiorno. Per questo motivo, nei prossimi mesi, dopo l’intesa con Airbnb saranno avviate interlocuzioni con altri gestori di siti web dedicati all’offerta di soluzioni abitative per turisti. 

IMPOSTA DI SOGGIORNO - A proposito di accoglienza, occorre ricordare che l’imposta di soggiorno deve essere pagata anche dai turisti che affittano camere o alloggi da privati cittadini, essendo ora questo tipo di locazione breve (o locazione turistiche) equiparata a quella in strutture ricettive extra-alberghiere, anche i fini dell’imposta di soggiorno. Per agevolare la riscossione e il versamento dell’imposta anche da parte di soggetti diversi dai gestori tradizionali (agenzie o società di intermediazione immobiliare, operatori professionali e soggetti che gestiscono portali telematici) è stata semplificata la regolamentazione, uniformando la tariffa all’importo di 2,30 euro al giorno per alberghi a 1 o 2 stelle e per tutte le strutture non alberghiere (a eccezione di ostelli e campeggi dove si continua a pagare 1 euro al giorno). Gli altri alberghi e residenze turistico alberghiere mantengono invece la tariffa già in vigore (2,80 euro per i 3 stelle, 3,70 euro per i 4 stelle, 5 euro per alberghi 5 stelle e 5 stelle lusso).