20 aprile 2018
Aggiornato 01:00
Arresti per piazza San Carlo

Dopo gli arresti per i fatti di piazza San Carlo: «Nessuno ci ridarà più il sorriso di Erika»

C’è un misto di felicità per l’arresto dei responsabili di quella tragica notte e di rabbia perché nonostante tutto anche la vita dei familiari quel 3 giugno è stata sconvolta in modo radicale

Erika Pioletti e i coniugi Marisa e Vincenzo (© Facebook)

TORINO - La maggior parte di loro si sono detti contenti delle indagini che hanno portato agli arresti dei responsabili, ma allo stesso tempo sanno (ed evidenziano) il fatto che nulla sarà come prima di quel maledetto 3 giugno per loro e per i loro familiari. Così lo zio di Erika Pioletti, la ragazza morta dopo essere stata schiacciata nel fuggi fuggi generale in piazza San Carlo, ha detto che per lui e per il resto della famiglia non cambia nulla visto che «purtroppo non ce la restituisce più nessuno» e che questa vicenda tornerà più viva che mai il prossimo giugno quando «saremo a Torino, con i genitori di Erika, per la posa di una targa ricordo». Era morta per una forte compressione del torace la giovane che quella sera si trovava in piazza solo per far felice il fidanzato tifoso della Juventus. A lei il calcio non piaceva nemmeno.

MARISA E VINCENZO - Non erano interessati al calcio, alla pari di Erika Pioletti, anche i coniugi Marisa Amato e Vincenzo D'Ingeo. I due passeggiavano sotto i portici quando sono stati travolti dalla folla: la donna ha subito una lesione cervicale, oggi è paralizzata e in questi mesi non ci sono stati miglioramenti, il marito è stato sottoposto a diversi interventi ai polmoni e una tracheotomia. Mentre il figlio Danilo posta le foto della mamma su Facebook, parla l’avvocato dei coniugi: «Marisa è sempre stabile, non ci sono miglioramenti rispetto alla tetraplegia». E poi fa sapere di aver già depositato un’istanza di accesso agli atti per capire le responsabilità delle persone fermate ieri e ipotizzare le prime richieste di risarcimento danni.