21 novembre 2018
Aggiornato 13:30

Airbnb, accordo con Torino: l'affittuario non deve più riscuotere la tassa di soggiorno

Firmato l'accordo con cui dal primo maggio sarà il portale stesso a trattenere la tassa di soggiorno. Divulgati alcuni dati: in città sono 3.900 gli annunci in cui poter soggiornare, una crescita del 20% rispetto a un anno fa
Accordo firmato con il Comune di Torino
Accordo firmato con il Comune di Torino (Airbnb)

TORINO - Novità Airbnb a partire dal prossimo primo maggio. Tutti coloro che affitteranno il proprio immobile (o solo una stanza) tramite il popolare portale non dovranno più chiedere la tassa di soggiorno all'ospite, ma sarà Airbnb stesso a trattenerla. La novità è stata annunciata via mail dalla società nata nel 2008 da Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk: "Ottime notizie", si legge, "se hai un annuncio a Torino, Italia, per tutte le prenotazioni effettuate a partire dal 01 maggio 2018 Airbnb inizierà a pagare le seguenti tasse: imposta di soggiorno".

TASSE - La tassa di soggiorno varierà in base all'immobile affittato e, per la prima volta, l'affittuario non dovrà fare nulla. "Gli ospiti vedranno una voce relativa alle tasse su una linea separata durante la prenotazione. Airbnb riscuoterà e pagherà eventuali imposte alla giurisdizione alla prossima scadenza prevista per la dichiarazione dei redditi".

3.900 ANNUNCI - In città sono 3.900 gli annunci in cui poter soggiornare, una crescita del 20% rispetto a un anno fa. Stando ai dati del 2017 invece si evince come siano stati 144mila gli ospiti di 135 Paesi diversi. Nel 2017 la durata media del soggiorno con Airbnb è stata di 3,1 notti, con una condivisione della propria casa, da parte dell'host tipico, per 39 notti. Il ricavo medio è stato di circa 2 mila euro.