18 ottobre 2018
Aggiornato 02:00

Assunti 500 giovani ricercatori in Piemonte, è merito dei fondi europei 

L'assessore alle Attivita' Produttive della Regione Piemonte, Giuseppina De Santis, ha precisato che dei 500 giovani coinvolti, 350 lavorano in imprese e 150 in enti di ricerca. 

TORINO - Sono state cinquecento, le nuove assunzioni in Piemonte di giovani impegnati in ricerca e sviluppo, negli ultimi due anni. Merito dell'utilizzo congiunto dei fondi europei, FESR e FES, attraverso cui la Regione Piemonte ha messo a punto misure locali per le imprese con l'obiettivo di sostenere progetti di ricerca. «Nei nostri bandi abbiamo inserito l'obbligo di assumere un certo numero di persone. E quindi le misure hanno fornito un'opportunità di lavoro qualificato a molti giovani laureati» ha spiegato l'assessore alle Attivita' Produttive della Regione Piemonte, Giuseppina De Santis, precisando che dei 500 giovani coinvolti, 350 lavorano in imprese e 150 in enti di ricerca. 

LAVORO - «Queste misure non sono la bacchetta magica, ma dimostrano che si possono innescare processi virtuosi» ha commentato ancora De Santis, che auspica di arrivare a raddoppiare i giovani assunti. Tre gli atenei coinvolti: Politecnico e Universita' di Torino e Universita' del Piemonte Orientale, una cinquantina le aziende coinvolte. «Prima della crisi il Piemonte contribuiva per il 10 per cento al PIL nazionale, oggi siamo all'8 per cento. C'e' un problema di perdita di competitivita' che va affrontato facendo entrare soprattutto nelle Pmi nuove competenze. C'e' poi il problema che l'80 per cento dei nostri laureati lasciano il nostro territorio» ha detto il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco. «Questi numeri sono importanti perché ci permettono di capire se ciò che stiamo facendo va nella direzione giusta. Imprese, innovazione, ricerca e formazione insieme possono creare nuove opportunità per fare entrare i giovani laureati nel mondo del lavoro» ha detto Gianna Pentenero, assessore al Lavoro.