20 agosto 2018
Aggiornato 18:30

Barriera di Milano, passeggiata anti spaccio: «Ma la riqualificazione delle periferie?»

«Stufi del degrado e di anni di abbandono delle istituzioni» è il commento di Alberto Barona, portavoce del comitato di CasaPound "Noi di Barriera"
La passeggiata nel quartiere Barriera di Milano
La passeggiata nel quartiere Barriera di Milano (CasaPound)

TORINO - Una passeggiata nel cuore della notte per combattere spaccio e degrado. Continuano le iniziative di CasaPound a Torino: l'ultima dimostrazione è avvenuta ieri sera a Barriera di Milano, con i cittadini che per una notte si sono ripresi quelle strade che troppo spesso sono in mano a pusher e delinquenti.

«SPACCIATORI OVUNQUE» - «Siamo davvero stufi, anni di abbandono da parte delle istituzioni hanno fatto sì che il quartiere diventasse porto franco per criminali e spacciatori, tra queste vie succede di tutto, furti di citofoni di ottone, spacciatori che vendono droga ad ogni angolo, atti vandalici che hanno colpito auto e negozi degli ultimi residenti italiani. Il quartiere è una polveriera pronta ad esplodere e solo noi siamo sempre attivi per cercare di risolvere la situazione» è il duro commento di Alberto Barona, portavoce del comitato di CasaPound "Noi di Barriera", che da anni si batte contro il degrado nel suo quartiere.

«LE PASSEGGIATE CONTINUERANNO» - L'impegno delle forze dell'ordine è quotidiano e importante, tanto che il Commissariato Barriera Milano risulta tra i più attivi in tutta Torino. Eppure, i residenti si sentono abbandonati dalle istituzioni e CasaPound torna a puntare il dito contro l'amministrazione: «Stiamo ancora aspettando la riqualificazione delle periferie tanto pubblicizzata in campagna elettorale. Passati quasi due anni dalle elezioni non si è visto nessun miglioramento» affermano Matteo Rossini e Marco Racca, responsabile provinciale e coordinatore regionale del movimento. Le passeggiate continueranno, dunque? Pare proprio di sì: «L’adesione massiccia che è per noi una spinta ulteriore per far sì che il quartiere torni ad essere un posto sicuro dove vivere».