10 dicembre 2018
Aggiornato 12:30

La differenziata «porta a porta» in tutta la città: tra progetti e sperimentazioni, ecco cosa cambia

Sostituzione dei cassonetti piccoli, progetti dedicati sulla raccolta carta e tante altre iniziative per favorire l’estensione della raccolta porta a porta in tutta la città
Differenziata «porta a porta» a Torino
Differenziata «porta a porta» a Torino (Diario di Torino)

TORINO - La Città di Torino spinge il piede sull’acceleratore per l’estensione della raccolta differenziata porta a porta in tutta la città. L’obiettivo, come noto, è ambizioso: raggiungere entro i prossimi cinque anni il 65% di estensione, con 900mila residenti coinvolti entro il 2023. Attualmente, i cittadini serviti dal «porta a porta» sono invece 480.000, un numero destinato a salire vertiginosamente nel futuro immediato. Per farlo nel minor tempo possibile e nel miglior modo possibile, la Città, in accordo con Amiat e Iren, ha deciso di avviare una serie di progetti e sperimentazioni.

I PROGETTI - Il percorso è già in atto, ma nelle prossime settimane si arricchirà di uno step importante: sperimentazioni e progetti da attuare in tutta la città. Un esempio pratico? La sostituzione dei cassonetti piccoli, in favore di ecostazioni stradali più grandi e di maggior volume. I cassonetti per la raccolta di vetri e imballaggi in metallo verranno sostituiti da campane stradali più capienti, capaci di contenere circa 3.000 litri. Parallelamente spariranno quasi del tutto i cassonetti della raccolta indifferenziata. Questo progetto partirà da San Salvario, nella zona della movida. Si tratta dello stesso quartiere in cui verrà attuata la sperimentazione «Cartamovida», un nuovo servizio di raccolta di cartone studiato per l’area interessata dalla movida notturna.

LE SPERIMENTAZIONI - L’aspetto più importante da tenere in considerazione nell’estensione della raccolta differenziata porta a porta riguarda senza dubbio la particolare conformazione del territorio: molto spesso alcuni quartieri presentano particolarità e elementi avversi a questo tipo di raccolta, pertanto la Città di Torino ha pensato di ovviare a questo intoppo con soluzioni alternative, progetti e sperimentazioni. Nei quartieri dove sono presenti impedimenti logistici (strade strette, mancanza di cortili, ecc…) verranno sperimentate ecoisole smart dedicate con controllo degli accessi. L’estensione del porta a porta, come vi abbiamo più volte testimoniato, è già nella sua fase attuativa in San Salvario, mentre i prossimi quartieri interessati saranno Santa Rita (quartiere Filadelfia in primis) e Vanchiglietta-Borgo Rossini.

APPENDINO - Perchè proprio il sistema porta a porta? Un motivo, ovviamente, c’è: «E’ il sistema che dà i migliori risultati in termini di quantità e qualità. Lavoriamo da due anni sulla raccolta differenziata» spiega Federico Mensio, presidente della Commissione Ambiente del Comune di Torino. Anche Alberto Unia, assessore all’Ambiente del Comune di Torino, ha accolto con entusiasmo le iniziative presentate: «Voglio ringraziare tutti, sono molto soddisfatto. Si tratta di un percorso complesso, sperimentazioni molto importanti per dare un panorama completo su come sarà la raccolta differenziata porta a porta su tutta la città». «Ringrazio Amiat e Conai per il lavoro fatto e che faremo insieme. Vogliamo creare una struttura virtuosa, che sappia superare gli ostacoli culturali e territoriali. La nostra Città è pronta a raccogliere questa sfida, ci saranno e ci sono disagi, quindi ringrazio i cittadini che stanno affrontando qualcosa di nuovo» ha chiosato Chiara Appendino.