17 ottobre 2018
Aggiornato 22:00

Il Teatro Regio cambia guida: con la nomina di Graziosi scoppia la polemica 

In seguito alle dimissioni di Walter Vergnano passa la linea della sindaca Chiara Appendino. E' subito polemica
William Graziosi alla guida del Teatro Regio di Torino
William Graziosi alla guida del Teatro Regio di Torino (Teatro Regio)

TORINO - Sarà William Graziosi a farsi carico della sovrintendenza del Teatro Regio di Torino. Lo ha indicato, a maggioranza, il Consiglio d'Indirizzo dell'ente teatrale, riunitosi il 24 aprile a Palazzo di Città. In seguito alle dimissioni di Walter Vergnano (con un anno di anticipo sulla scadenza di mandato), è passata la linea della sindaca Chiara Appendino, che ha scelto Graziosi come 'uomo nuovo'. Non resta dunque che aspettare l'approvazione dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, a cui il Consiglio d'indirizzo trasmetterà il nome di Graziosi, appassionato melomane con studi di canto alle spalle e marito della soprano Valeria Esposito.

TEATRO REGIO - Hanno votato sfavorevolmente alla nomina di Graziosi (e hanno poi rassegnato le dimissioni al momento della sua elezione) Angelica Corporandi d'Auvare Musy e Vittorio Sabadin.Entrambi hanno espresso fermamente la loro idea che Graziosi non fosse il candidato ideale per questioni di curriculum e per le modalità attraverso cui è stato scelto. «La designazione di William Graziosi come nuovo sovrintendente del Teatro Regio non è certo una bella notizia. Tutt'altro». ha dichiarato anche il segretario torinese della Lega e capogruppo in Consiglio comunale di Torino, Fabrizio Ricca. «Non poteva andar peggio e a nulla sono serviti gli inviti alla cautela di chi sosteneva che Graziosi sarà pure un nome gradito alla sindaca visto le vicinanze al Movimento Cinque Stelle, ma il suo curriculum non è certo di quelli memorabili. Anzi». Ricca non ha mancato poi di ricordare la decennale esperienza di Graziosi alla guida della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi. Ma non lo fa certo per lodarne le esperienze passate del neo sovraintendente. «Come è noto Graziosi ha dato le dimissioni dopo che era finito dentro le polemiche per un buco nel bilancio che superava i 600 mila euro. Per una struttura che contava una decina di dipendenti. E già questo farebbe storcere il naso a chiunque: mettere alla guida di uno dei più importanti teatri lirici d'Italia (circa 400 dipendenti) una persona che si porta dietro l'ombra di quel disastro economico non sembra certo una buona idea». Dal canto suo, anche la Regione Piemonte avrebbe preferito prendere tempo e analizzare altre possibili soluzioni, tant'è che Filippo Fonsatti, rappresentante della Regione in Consiglio, non ha partecipato alla votazione.