20 agosto 2018
Aggiornato 18:30

Polenta per tutti, quando a Torino il Comune «offriva» da mangiare ai più poveri 

Una vera e propria politica di welfare sociale, potremmo dire, di una Torino da cartolina
Elenco dei polentari
Elenco dei polentari (Archivio storico della Città di Torino)

TORINO - Se pensate che lo street food sia un'invenzione moderna, vi sbagliate. E' antica, antichissima, come il gusto della polenta fritta e servita calda. Stando a quanto riportato nell'archivio storico della Città, pare che a Torino fossero in attività molti polentari che, con i loro carretti di merce, servivano il pranzo a tanti torinesi meno abbienti. Se non è una novità che la polenta sia un piatto molto amato dai torinesi fin dalle sue origini, quel che fa sorridere è che in periodi critici, fosse addirittura il Comune a offrire la polenta a prezzo 'politico' agli abitanti della città.

POLENTA - E' quanto accadde nell'inverno del 1796, quando venne dato mandato a quattordici polentari di collocarsi nelle principali piazze di Torino e in vari quartieri e di distribuire polenta al prezzo di 10 denari per libbra, ben al di sotto del prezzo medio di mercato. Allo stesso modo il Comune intervenne anche due anni prima, intimando a otto panetterie della città di vendere a brezzo ribassato un tipo di pane fatto di frumento e orzo. Una vera e propria politica di welfare sociale, diremmo noi oggi, di una Torino da cartolina.