24 ottobre 2018
Aggiornato 00:30

Amministratore a processo: villa con piscina e yacht con i soldi di 57 condomini di Barriera di Milano

Si sarebbe appropriato indebitamente di un milione e 300mila euro, soldi che i condomini davano a lui per pagare le spese ordinarie e straordinarie. Oggi l’amministratore si trova in Sudamerica
Porto di Lavagna
Porto di Lavagna (Google Street View)

TORINO - Angelo Morese, amministratore condominiale di 51 anni, e la (quasi ex) moglie Rosa Pugliese, 48 anni, che gli faceva da segretaria, sono finiti a processo dopo aver sottratto soldi a 57 condomini amministrati, per un totale che si aggirerebbe intorno al milione e trecentomila euro. Una vicenda iniziata cinque anni fa: Morese era il punto di riferimento di decine di stabili in zona Barriera di Milano, fino a quando qualcuno si era accorto che i soldi versati per le spese ordinarie e straordinarie non erano mai stati pagati ai soggetti prestabiliti da parte dell’amministratore. Questo se li era tenuti. Anzi, da quanto è emerso nella giornata di ieri di fronte al giudice Paola Odilia Meroni, quei soldi avevano fatto diversi giri in conti correnti intestati alla coppia, fino a essere utilizzati per acquistare una villa con piscina e sottoscrivere un contratto di leasing per uno yacht da 13 metri e dal valore di 220mila euro.

LA TESTIMONIANZA - A parlare di Angelo Morese e di Rosa Pugliese è stato un sottufficiale della guardia di finanza. Durante il racconto di ciò che avveniva con i soldi dei condomini, e cioè che  prima di essere prelevati passavano da conti correnti personali a quelli di due immobiliari intestate ai coniugi, è spuntato anche un contratto di leasing con la finanziaria «Cote d’Azur», con cui avevano sottoscritto un contratto di leasing: in pratica lo yacht era di proprietà della società, ma gli intestatari erano l’amministratore e la moglie che ne avrebbero assunto anche la proprietà una volta terminate le rate. Cosa mai avvenuta. L’imbarcazione è ormeggiata nel porto di Lavagna, in Liguria.

«NON SCAPPO» - Pare che Morese si sia appropriato indebitamente dei soldi dei condomini amministrati (almeno questa è l’accusa) fino a quando qualcuno dei residenti, accortosi degli ammanchi nonostante il versamento delle cifre giuste, si era presentato sotto il suo ufficio. «E’ un equivoco», avrebbe detto a chiunque gli chiedesse, «sono qui, non scappo, potete venire quando volete». Di lì a poco invece il trasferimento verso il Sudamerica dove si trova attualmente. La moglie invece ha lasciato la villa di Cafasse per trasferirsi con la figlia nel torinese.