24 maggio 2018
Aggiornato 10:00
Cronaca

Botte, violenza e rapine: presa la gang che terrorizzava le donne indifese

La refurtiva era tenuto in un alloggio occupato abusivamente in via Bologna, divenuto vera e propria base dalla gang

La base dei rapinatori (© Questura)

TORINO - Tre rapinatori sono stati fermati e arrestati dagli agenti del Commissariato Dora Vanchiglia a seguito di una minuziosa attività d'indagine. I tre, tutti cittadini marocchini, erano diventati il vero e proprio incubo delle donne che si aggiravano nella zona compresa tra corso Vercelli, lungo Dora Napoli e via Bologna. Il loro modus operandi era sempre lo stesso: agivano all'alba, tra le 06:30 e le 08:00, sceglievano come vittime delle donne sole e indifese e le rapinavano. Perché il colpo riuscisse, erano disposti a usare la violenza.

IL PRIMO ARRESTO - Il primo fermo è stato eseguito dopo la denuncia di una donna rapinata in via Perugia il 18 aprile: la donna ha raccontato ai poliziotti di esser stata afferrata alle spalle da un extracomunitario mentre stava salendo in macchina per andare a lavoro. Il malvivente ha provato a portarle via l'auto ma nel tentativo di difendersi, la donna si è aggrappata alla portier facendo desistere il malfattore. Grazie alla confusione generata, un complice è comunque riuscito a portarle via la borsa e il telefono appoggiati sul sedile del passeggero. La polizia è riuscita a fermare il rapinatore cinque giorni dopo, utilizzando le immagini di videosorveglianza.

L'ARRESTO DEI COMPLICI - Il complice è stato invece rintracciato poche ore dopo: era appena uscito dal carcere. Durante la ricerca, i poliziotti si sono imbattuti in un alloggio in via Bologna, occupato abusivamente e diventato la base della gang. All'interno dell'abitazione, gli agenti hanno rinvenuto la refurtiva appartenente al vicinato: borse, documenti, cellulari. La presenza di un terzo letto nella casa ha indotto i poliziotti a proseguire le indagini. Qualche giorno dopo, gli operatori del Commissariato Dora Vanchiglia hanno identificato il terzo rapinatore, reo di aver aggredito una donna con un neonato per portarle via un cellulare.