24 ottobre 2018
Aggiornato 00:00

«Dammi 2250 euro o lo dico alla tua famiglia»: l'appuntamento hot si trasforma in ricatto

Un incontro in hotel, la prestazione sessuale e il pagamento: così è iniziato «l'incubo ricatto» orchestrato da una donna nei confronti di un uomo
L'incontro privato diventa motivo di ricatto: nei guai una 43enne
L'incontro privato diventa motivo di ricatto: nei guai una 43enne (Questura)

TORINO - Può un incontro privato e intimo trasformarsi in un'estorsione? Sì se tutto ha inizio con una prestazione sessuale fornita grazie al pagamento di una somma di denaro. A orchestrare tutto questo una donna di 43 anni tanto scaltra quanto disonesta. La vittima? Un uomo, capace però di rivolgersi alla polizia dopo esser stato ricattato.

IL RICATTO - Tutto ha inizio quando la vittima contatta la donna su un portale di incontri, pattuendo una particolare prestazione sessuale. I due, dopo alcuni giorni, si incontrano in un hotel della provincia di Cuneo consumando quanto stabilito, sotto il pagamento di un compenso. Il giorno successivo, la donna chiama l’uomo dicendogli di aver subito delle lesioni a seguito del rapporto e di voler essere risarcita altrimenti avrebbe riferito l’accaduto a colleghi e familiari. Per questo, l’uomo si convince a pagare e, a più riprese, versa denaro per un totale di 2250 euro su una carta prepagata intestata alla donna. 

IL FINTO APPUNTAMENTO - L'incubo sembra finito qui, ma non è così: l’estortrice continua a minacciare l’uomo dicendogli che avrebbe rivelato il segreto se non avesse pagato e che sarebbe riuscita a rintracciare famiglia e luogo di lavoro. L’uomo a questo punto si rivolge alla Polizia di Stato e denuncia quanto accaduto.  L’uomo concorda un nuovo appuntamento, sempre in provincia di Cuneo, per darle altro denaro, questa volta però in contante. I due si vedono e l’uomo le consegna 600 euro, dopodichè la donna si allontana. Poco dopo, però, quest’ultima viene fermata con il denaro appena ricevuto e arrestata dagli agenti del Commissariato San Paolo.