23 ottobre 2018
Aggiornato 23:00

Open House, due giorni per scoprire la «Torino segreta»: oltre 130 edifici da visitare

Torna a Torino Open House: il 9 e 10 giugno saranno aperti in città più di 130 spazi solitamente preclusi al grande pubblico. L'iniziativa mira a rendere noti alcuni gioielli architettonici e a svelare i loro moderni utilizzi

TORINO - Le «location segrete» di Torino aprono le proprie porte ai torinesi. Sale l’attesa per la seconda edizione di Open House, in programma il 9 e 10 giugno 2018 in tutta la città. Quest’anno, dopo il grande successo del 2017, saranno oltre 130 gli edifici aperti: confermate le location della scorsa edizione, con l’aggiunta di alcune interessantissime new entries.

OPEN HOUSE, COME FUNZIONA - Le visite delle location sono gratuite, sono organizzate in modo diverso nei vari luoghi aperti, hanno in genere una cadenza regolare (ogni 20-30 minuti) e a volte sono condotte dagli stessi progettisti, così da soddisfare le eventuali curiosità dei visitatori. L'associazione Open House Torino appartiene al network Open House Worldwide, l'organizzazione internazionale con sede centrale a Londra, e sedi indipendenti in Europa, America, Medio Oriente e Australia. Le aperture vengono organizzate in 36 città in tutto il mondo, tra cui, in Italia, anche Roma (12-13 Maggio) e Milano (5-6 Maggio), che realizzeranno a maggio le loro edizioni. La capitale è alla settima edizione e in soli 6 anni il pubblico è aumentato del 400%; a Milano è successo crescente dal 2016, anno del debutto. Di Torino si è già detto: il miglior esordio di sempre, visti i 15.000 visitatori dello scorso anno.

Open House, due giorni per scoprire la «Torino segreta»: oltre 130 edifici da visitare

Open House, due giorni per scoprire la «Torino segreta»: oltre 130 edifici da visitare (© Open House)

OPEN HOUSE, LA NUOVA EDIZIONE - Luca Ballarini, fondatore e presidente dell'Associazione Open House Torino, che organizza l'evento, delinea obiettivi e aspettative dell’iniziativa di quest’anno: «Stiamo lavorando per offrire una seconda edizione di Open House ancora più ricca della prima: intendiamo dimostrare che il primato dell'esordio ha base solide. I torinesi ci seguono con attenzione, si informano e propongono architetture che vorrebbero vedere aperte; abbiamo tante testimonianze anche dai volontari dell'anno scorso, che partecipano anche quest'anno. La nostra formula è sempre la stessa: mostrare i diversi aspetti dell'architettura, le diverse declinazioni dell'abitare e dello stare insieme. Crediamo nel valore educativo di Open House e anche nel suo valore cultural-turistico: ci piacerebbe diventasse anche per i turisti un'occasione per scoprire la città come non la vedrebbero mai, se non durante il nostro weekend».