16 agosto 2018
Aggiornato 09:40

Moncalieri dedica un impianto a Domenico Russo, giovane vittima della tragedia dell’Heysel

Il sindaco Montagna: “Lo avevamo promesso, il 29 maggio del 2015, nel 30° anniversario di quella notte terribile. Lo abbiamo fatto per rendere omaggio alla storia di questo ragazzo e alla sua famiglia”
L'impianto dedicato a Domenico Russo
L'impianto dedicato a Domenico Russo (Comune di Moncalieri)

MONCALIERI - La Città di Moncalieri ha dedicato l’impianto sportivo di strada Vignotto a Domenico Russo, giovane moncalierese vittima della tragedia dell’Heysel avvenuta il 29 maggio del 1985 quando la giovane vittima aveva appena 26 anni. Alla cerimonia di intitolazione hanno partecipato anche lo Juventus Fan Club, di cui Domenico era socio, e il Toro Club «Valentino Mazzola» di Moncalieri, mettendo in scena un bellissimo gemellaggio della memoria.

ANDREA AGNELLI - In modo indiretto ha partecipato anche Andrea Agnelli con una lettera inviata al sindaco di Moncalieri, Paolo Montagna: «Il 29 maggio rappresenta per il popolo bianconero una data da commemorare, nel ricordo delle 39 vittime, in quella che avrebbe dovuto essere una serata di festa e di sport, ma che si è tristemente tramutata nella tragedia dello stadio Heysel», ha scritto il presidente della società bianconera, «sono passati tanti anni, ma il ricordo è sempre vivo in ognuno di noi, juventini e non, ed è importante rinnovare questa memoria affinché nessuno dimentichi e per evitare che simili tragedie possano accadere nuovamente. Con questo mio pensiero voglio essere vicino, a titolo personale e in rappresentanza della Juventus, alla famiglia di Domenico Russo e rivolgere a Lei un ringraziamento per l’impegno e la sensibilità dimostrata portando avanti la memoria di chi purtroppo ha perso la vita in quella tragica giornata».

LA MOGLIE DI DOMENICO - Presente anche la moglie di Domenico Russo, Tiziana, che all’epoca era in attesa del loro primo figlio che nacque nell’agosto successivo e che lei scelse di chiamare Domenico proprio in memoria del padre. «Lo avevamo promesso, il 29 maggio del 2015, nel 30° anniversario di quella notte terribile», ha commentato il sindaco Montagna, «lo abbiamo fatto per rendere omaggio alla storia di questo ragazzo e alla sua famiglia, e anche per guardare avanti, affinché su questa targa altri ragazzi possano leggere e ricordare, insieme al nome di Domenico Russo, i veri valori dello sport».