Villino Caprifoglio a rischio abusivi, Ricca: «Cerchiamo associazioni per il recupero»

Del Villino Caprifoglio se ne sta occupando la Circoscrizione 8. Urge il recupero della struttura affinchè non rischi di trasformarsi in centro sociale
Il Villino Caprifoglio
Il Villino Caprifoglio (Google)

TORINO - Siamo davanti al Villino Caprifoglio, in viale Medaglia d’Oro 88, praticamente di fronte a Torino Esposizioni. Un piccolo gioiello della Torino di fine Ottocento, incastonato tra i viali del Parco del Valentino, che fino a poco tempo fa ospitava un laboratorio di lettura per bambini, realizzato da ITER, il servizio del Comune di Torino per l’Educazione Responsabile. Di quei bambini, oggi, rimangono solo alcuni disegni. Il Villino Caprifoglio, infatti, è stato chiuso di recente per questioni relative alla sicurezza dell’immobile, mentre l’attività di educazione è stata sposata in corso Bramante.

DARE NUOVA VITA AL VILLINO - La casetta delle fiabe, nata come deposito e trasformata nel 1934 nel «Giardino di lettura» del filantropo Alberto Geisser, ora ha bisogno di essere ristrutturata e ritornare a vivere. Della questione se ne sta occupando la Circoscrizione 8 a cui ITER aveva lasciato uno spazio per lo svolgimento delle loro riunioni. «Dopo la chiusura ci siamo chiesti cosa ne sarebbe stato del Villino - ci racconta Davide Ricca, presidente della Circoscrizione 8 -. Stiamo parlando di un pezzo storico della nostra città e sarebbe un peccato lasciarlo in disuso. La nostra intenzione è quella di restituire la struttura alla collettività ed è probabile che dopo il sopralluogo effettuato ieri chiederemo il totale rilascio da parte del Comune».

I LAVORI DI RESTAURO - L’obiettivo è destinare il Caprifoglio ad attività di interesse sociale, ma bisogna trovare qualche associazione che se ne occupi e che - di fatto - abbia anche le risorse per poter effettuare i lavori di ristrutturazione necessari. Il Villino, infatti, risulta attualmente non a norma. Grate e finestre sono considerate uno ostacolo pericoloso in caso di emergenza, le manutenzioni non vengono effettuate da molto tempo, la caldaia - ancora a gasolio - è malfunzionante. Serve qualcuno che possa rimettere il Villino in uso. «Stiamo cercando di capire se ci sono soggetti interessati alla ristrutturazione dell’edificio - continua Davide Ricca -. L’immobile non dovrebbe essere vincolato dalle Belle Arti, ma dobbiamo capire quale utilizzo farne, sicuramente per fini sociali».

NO AGLI ABUSIVI - Benché il Villino sia oggi inaccessibile e le chiavi siano nella disponibilità della Città, c’è anche il rischio che possa subire atti vandalici o essere occupato abusivamente, diventando un centro sociale. «Questo è uno dei principali rischi che vogliamo evitare - spiega ancora Davide Ricca -. Siamo molto affezionati a questo edificio anche perché, come Circoscrizione, ci occupiamo personalmente della pulizia del verde adiacente. Non vorremmo che diventasse un relitto inutilizzato. E potrebbe essere una bella opportunità per noi».

IL BANDO - Ora c’è da valutare come intervenire e la palla passa ai consiglieri della Circoscrizione 8. «Faremo un bando per capire quali soggetti sono interessati alla ristrutturazione - conclude Davide Ricca -. Anche se non ha un pregio architettonico come altri edifici in città, resta sempre un gioiello da preservare».