18 ottobre 2018
Aggiornato 18:00

Riti voodoo e maledizioni, presa la «maman» che reclutava le prostitute nigeriane

Le ragazze si prostituivano in piazza Massaua e Lungo Stura Lazio. I riti voodoo si consumavano in casa: le schiave sessuali erano così completamente sottomesse
Le prostitute in zona Parella, vicino a piazza Massaua
Le prostitute in zona Parella, vicino a piazza Massaua ()

TORINO - Minacce, riti voodoo e terrore: così la «maman» nigeriana teneva in scacco giovani connazionali, poi costrette a prostituirsi nelle vie di Torino. A scoprirlo i carabinieri della Compagnia Torino Oltre Dora che hanno notificato misure di custodia cautelare nei confronti di quattro nigeriani, ritenuti responsabili di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di tre connazionali. Non è la prima volta che a Torino si parla di riti voodoo: qualche mese fa vi avevamo raccontato di gatti e galline torturati e sgozzati a Porta Palazzo.

LE SCHIAVE SESSUALI - I carabinieri hanno fermato la «maman» e due suoi collaboratori di 22 e 31 anni. Il gruppo favoriva l’ingresso in Italia delle giovani, con la promessa di un posto di lavoro. Ovviamente, diversamente dalle promesse, le ragazze venivano rinchiuse in casa e costrette a uscire solo per prostituirsi in piazza Massaua e Lungo Stura Lazio. Le giovani dovevano consegnare tutto quello che guadagnavano ai capi per ripagare il debito di 30.000 euro contratto per arrivare in Italia. L’attività investigativa ha svelato l’esistenza di un gruppo criminale ben organizzato in grado di reclutare giovani ragazze nella città di Benin City (Nigeria) e di organizzarne la trasferta a Torino con sosta nel porto di Tripoli (Libia) e nel Cie Napoli.

I RITI VODOOO - L’inchiesta ha altresì individuato il ruolo decisivo svolto dalla maman che, dietro la minaccia di riti tribali, aveva il pieno controllo delle donne ricattandole di farle impazzire o di ucciderne i suoi familiari nel caso in cui i proventi del meretricio fossero sotto le attese.Le donne nigeriane vittime della tratta sessuale che emigrano non scappano dalle guerre o da regimi particolarmente repressivi, ma principalmente dalla povertà e dalla mancanza di futuro. Nella maggior parte dei casi partono con l’assicurazione di una nuova vita e di un lavoro che permetterà loro di ripagare il viaggio che hanno intrapreso. In questo meccanismo il rituale voodoo, fatto da uno sciamano o da un cosiddetto medico nativo, ha un ruolo fondamentale e si basa su un sistema di credenze fortemente radicato nel culto tradizionale. Pezzi di vestiti, di unghie, di capelli o di peli pubici sono mescolati alle gocce del sangue delle ragazze in un intruglio che poi le ragazze devono bere. Il rituale stabilisce una catena molto potente fra i trafficanti che finanziano il viaggio e le donne che devono ripagare quel viaggio con il loro «lavoro». Il rituale fa anche in modo che una volta ridotte a schiave sessuali, le donne siano totalmente obbedienti, sottomesse e che non riescano a sganciarsi dalle organizzazioni da cui dipendono per paura delle ripercussioni su di loro o sulle loro famiglie.