16 agosto 2018
Aggiornato 19:30

Noi, schiacciati dalle palestre low cost: la polemica degli istruttori storici di Torino

Palestre storiche schiacciate da quelle low cost e dalle app. Un evento a giugno per sensibilizzare i cittadini nei confronti della qualità
La polemica delle palestre storiche
La polemica delle palestre storiche (Shutterstock.com)

TORINO - Per Sandro Guala, titolare della storica palestra della Crocetta «Gymnica», è una questione di qualità e, soprattutto, di rispetto nei confronti di tutti quegli istruttori qualificati che hanno speso anni della loro vita (e soldi) per ottenere gli attestati che gli permettessero di insegnare una qualche disciplina sportiva. Competenze che, invece, non avrebbero gli istruttori delle palestre low cost, centri fitness che «sfornano» abbonamenti al costo di pochi euro.

ISTRUTTORI INCOMPETENTI - «Non ce l’abbiamo con questi istruttori che si improvvisano - si sfoga con noi Sandro Guala -. E’ giusto che anche loro lavorino, ma facendo la giusta gavetta. Queste palestre low cost, che nascono come funghi, e che rischiano anche di compromettere fisicamente i clienti, hanno completamente distrutto il nostro lavoro». Del resto, oggi è possibile imparare a fare yoga o pilates attraverso lo schermo di uno smartphone oppure assistere a lezioni virtuali direttamente nelle palestre. Per Sandro Guala, si tratta di un affronto alla qualità e alle competenze. «Low cost significa low fitness», dice lui.

ASSENZA DI REGOLE - E in un sistema boarderline, in assenza di una specifica regolamentazione, sono molti gli istruttori che si improvvisano. «Non abbiamo un albo o un regolamento giuridico - sottolinea Sandro Guala -. Per mantenere i prezzi bassi le palestre low cost spesso assumono personale poco qualificato che, quindi, non esige uno stipendio adeguato. A rimetterci sono i clienti, ma anche noi delle palestre più tradizionali. I miei istruttori hanno anni di esperienza, hanno un’assicurazione e sono pagati per le loro competenze. Cosa che non avviene nelle palestre low cost».

LE PALESTRE STORICHE - Ed è per questo che Sandro Guala e i suoi colleghi hanno deciso di costituire Torino Fitness, un consorzio che riunisce le più importanti palestre storiche della città, quelle avviate da professionisti che hanno portato il fitness in tutta Italia e anche in Europa. L’obiettivo è puntare sulla qualità degli istruttori. «Abbiamo fatto un decalogo per individuare gli istruttori competenti - racconta ancora Sandro Guala -. Esperienza e pratica prima di tutto, in modo tale che questi professionisti abbiano un canale d’ingresso privilegiato. Vogliamo difenderli e fare in modo che non cadano nelle mani delle multinazionali».

L’EVENTO IN PIAZZA - Al consorzio hanno aderito palestre come Gymnica, Palestre Torino, Squash point, Palestra Azzurra, Bfc, Royal, Europeen, I-fit, John Fitness, First Evolution, 360HNF, Olympik 2000, FormaeBenessere, Infitness, Sport Town, Santamonica, Stella Polare, Ronchi verdi e Il Mondo. L’iniziativa sarà ufficializzata il 23 giugno, con una manifestazione che porterà nelle piazze torinesi i migliori istruttori di fitness. Il centro, da piazza San Carlo a Piazza Castello, si trasformerà in una palestra a cielo aperto. Si potrà praticare yoga, pilates, zumba e qualsiasi altra disciplina legata al mondo del fitness. «Chiediamo anche un aiuto all’amministrazione - conclude Sandro Guala -. A causa di queste app e palestre low cost abbiamo subito delle gravi perdite. E ancora di più tutti gli amanti dello sport».