18 ottobre 2018
Aggiornato 18:30

Quercetti, dai chiodini alla pixel art: la storia dei giocattoli preferiti dei torinesi

L’azienda ha saputo trasformarsi negli anni, guardando al futuro senza perdere la propria autenticità: l’intera filiera produttiva è italiana, anzi torinese. Viaggio nel mondo dei chiodini
Quercetti, dai chiodini alla pixel art: la storia dei giocattoli preferiti dei torinesi
Quercetti, dai chiodini alla pixel art: la storia dei giocattoli preferiti dei torinesi (Quercetti)

TORINO - Si scrive Quercetti, si legge «chiodini». Ogni torinese che si rispetti, almeno una volta nella vita, ha trascorso attimi della propria infanzia a giocare con i chiodini colorati più famosi del mondo, un giocattolo capace di unire intere generazioni nel nome di uno slogan tanto semplice quanto raro: «Giocare e divertirsi, senza mai dimenticare l’aspetto educativo». Oggi, nei negozi di tutta Italia e del mondo, troviamo giocattoli ingegnosi e moderni, ma la storia di Quercetti ha radici lontane ed è a suo modo unica a Torino. Tra design, innovazione, tradizione e soprattutto eccellenza, venite con noi in questo viaggio all’interno del mondo Quercetti.

I CHIODINI QUERCETTI - I chiodini nascono ufficialmente il 19 giugno 1962, giorno in cui vengono registrati presso l’Ufficio Marchi e Brevetti, ma le origini risalgono a qualche anno prima, nel 1953, quando Alessandro Quercetti fece sua l’idea di questo gioco destinato a «rivoluzionare» il mondo dei giocattoli. I chiodini che tutti conosciamo sono in realtà un piccolo capolavoro di design, capace di trasformarsi in continuazione: la classica forma a funghetto è infatti mutata nel tempo, cambiando materiali, diametri del chiodino, fino ad arrivare all’attuale testa a parabola. L’obiettivo del gioco? Stimolare il più possibile la fantasia dei bambini tra colori, forme e immaginazione. Contare i bimbi che si sono divertiti con questo gioco è impossibile, così come sarebbe riduttivo banalizzare i chiodini a semplice «gioco». Il chiodino Quercetti è anche arte, come testimonia l’opera di Antonio Bueno custodita oggi a la Galleria d’Arte Moderna di Torino, che utilizza i chiodini come pixel, stupendo tutti con un effetto davvero singolare.

Le immagini di pixel art realizzate con i chiodini Quercetti

Le immagini di pixel art realizzate con i chiodini Quercetti (© Quercetti)

QUERCETTI, LA STORIA - Come dicevamo, la storia dei giocattoli Quercetti è una storia di un’azienda, o meglio di una famiglia, che una volta finita la Seconda Guerra Mondiale fino a oggi non ha mai smesso di tirare fuori prodotti unici, innovativi e educativi. La nascita dell’impero torinese dei giocattoli si deve ad Alessandro Quercetti, ex operaio con la passione per l’aeromodellismo e un talento incredibile per i lavori manuali. L’ambizione di Alessandro Quercetti, poi tramandata a figli e nipoti, è sempre stata quella di abbinare l’aspetto ludico a quello educativo. Una filosofia rara in questo settore, ma per questo decisamente apprezzata. L’apice del successo? Negli anni ’70. Oggi l’azienda è più che mai solida, capace di produrre fino a 15.000 pezzi al giorno. Un viaggio lungo decenni e contraddistinto da un numero incredibile di giochi prodotti: chiodini, cavalli, il missile Tor, Mach-X, trenini, lavagne magnetiche, la linea Migoga, il Georello, gli alianti e lo Skyrail. Siamo sicuri che a leggere questo elenco, a qualcuno sarà scesa una lacrima di nostalgia.

Quercetti, una storia tutta italiana

Quercetti, una storia tutta italiana (© Quercetti)

PRODUZIONE ITALIANA E SGUARDO AL FUTURO - E’ dallo storico stabilimento (e sede) di corso Vigevano che escono i giochi Quercetti. La famiglia ha sempre voluto rimanere legata al territorio torinese: così si spiega la decisione di controllare direttamente l’intera filiera produttiva da qui, da Torino. Senza utilizzare manodopera straniera, dando lavoro a centinaia e centinaia di famiglie. Una scelta coraggiosa e allo stesso tempo vincente, che ha permesso all’azienda di competere con i maggiori player del mercato. Gli ingredienti per questa ricetta di successo? La forza della tradizione, il sostegno di un’intera famiglia e una forte spinta innovativa. Così Quercetti, perfetto esempio d’eccellenza torinese, è riuscita, riesce tutt’ora a produrre giocattoli di qualità, dai chiodini ai recenti successi con la pixel art. Insomma, ne siamo certi: Quercetti riuscirà ad accompagnare l’infanzia di tutti i bambini torinesi e non ancora lungo.