9 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Corso Grosseto

Commercianti di corso Grosseto strozzati dal cantiere: «Dove sono i contributi regionali?»

I commercianti continuano dunque a chiedere lo sgravio promesso del 100% della Tari, del suolo pubblico e della tassa delle insegne per il primo anno. Cosa è stato fatto fin ora?

TORINO - I disagi in corso corso Grosseto per la realizzazione del collegamento Torino-Ceres sono ormai noti e arcinoti. Ad alzare più volte la voce in questi lunghi mesi di lavori sono stati i proprietari delle oltre 200 attività commerciali che gravitano intorno alla zona di Largo Grosseto. Diverse le risposte, spesso più politiche che concrete, che sono arrivate alternativamente da Comune e Regione.

CORSO GROSSETO - Che la crisi economica abbia colpito duramente il piccolo commercio, non solo a Torino, è una realtà. Altrettanto innegabile che il drastico calo del fatturato (parliamo del 30% circa, stando a quanto rilevato dal presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri), sia legato a filo doppio ai lavori per la realizzazione della ferrovia che stanno durando più del previsto. I commercianti continuano dunque a chiedere lo sgravio promesso del 100% della Tari, del suolo pubblico e della tassa delle insegne per il primo anno. 

AMMINISTRAZIONE - Cosa è stato fatto fin ora? A oggi, il Comune di Torino ha approvato uno sgravio del canone di occupazione del 50% per il mercato di corso Grosseto e ACC corso Grosseto. Un passo importante, fanno sapere dal Comune, che porta a un ammanco di oltre 230mila euro (contando anche gli introiti derivati dal mercato di piazza Bengasi) per le casse di un ente che sta attraversando un periodo di crisi. «A breve uscirà la delibera anche sugli sgravi alle attività commerciali intorno al cantiere» fa sapere Andrea Russi, presidente della Commissione Lavoro in Comune che, con un'interpellanza rivolta alla sindaca Appendino, riporta l'attenzione sulle responsabilità della Regione Piemonte, promotrice politica del cantiere.

REGIONE - «La scelta politica relativa alla realizzazione di questo cantiere ricade totalmente e integralmente sulla Regione» afferma Russi che pertando chiede se (e in che misura) la Regione contribuirà al sostegno di quelle oltre 200 attività in crisi. «Noi stiamo facendo la nostra parte», continua Russi, «ma dato che il cantiere è regionale, c'è la responsabilità di un altro ente che dovrebbe aiutarci a contribuire agli sgravi». A questo si aggiunge inoltre che fu lo stesso Consiglio Regionale a impegnarsi nel sostegno di queste attività già nel giugno del 2017, approvando un ordine del giorno che riconosceva le difficoltà di quelli esercizi commerciali e garantendo l'erogazione di un contributo che li tutelasse. A conti fatti quindi la Regione non dovrebbe intervenire attraverso sgravi su tasse che sono, a tutti gli effetti, imposte dal Comune di Torino, ma probabilemente attraverso un contributo che consenta una boccata di ossigeno ai commercianti. Non resta che da capire se lo farà.