21 giugno 2018
Aggiornato 19:30
Sport | Calcio

Juventus: l'anno di Rugani

Stagione fondamentale per il talentuoso difensore bianconero, in ombra nei due anni appena trascorsi

Daniele Rugani, difensore della Juventus (© ANSA)

TORINO - Ad Empoli aveva il record di non essere mai ammonito, nonostante fosse un difensore e nonostante gli azzurri toscani subissero spesso e volentieri gli attacchi degli avversari. A Torino era stato presentato come il naturale erede di Barzagli e Chiellini, già avanti con l'età e non più in grado di garantire 50-60 partite ad alto livello in un anno, ma finora ha leggermente deluso le attese; Daniele Rugani è indietro col suo percorso di crescita: la Juventus è una realtà ingombrante, vuole e deve vincere sempre, non è facile entrare in punta di piedi, integrarsi e far parte di quella macchina tritatutto che da 7 anni domina in lungo e in largo l'Italia, e non è facile soprattutto se si è giovani. A Rugani è stato dato tempo e fiducia, ma anche quelli non sono e non possono essere eterni.

Anno decisivo

Classe 1994, Rugani affronterà a luglio l'inizio della quarta stagione alla Juve: 24 anni, non più un bambino, non più una promessa, stavolta il difensore toscano dovrà prendersi i galloni della titolarità dimostrando di essere davvero l'uomo giusto per ringiovanire la difesa bianconera. Non che l'ex empolese abbia commesso particolari errori in questi tre anni juventini, ma non ha mai dato la sensazione di poter diventare titolare inamovibile della formazione di Allegri che lo ha impiegato ad intermittenza; 17 presenze il primo anno, 15 il secondo, 22 l'ultimo. Pochino per chi dovrebbe (e dovrà) rappresentare il futuro della Juventus e della nazionale italiana; senza più Bonucci, Rugani ha giocato poco ed Allegri si è affidato al più esperto Benatia per tenere in piedi la baracca bianconera. A luglio rientrerà a Torino anche Mattia Caldara, altro talento in rampa di lancio, Barzagli e Chiellini avranno un anno in più sulle spalle e gli occhi su Rugani saranno puntati col binocolo; stavolta il difensore juventino non potrà davvero fallire per non rischiare di dover scendere dal treno calcistico più veloce d'Italia.