18 ottobre 2018
Aggiornato 13:30

Il nuovo progetto del Comune per le Case di Quartiere

La Città avvierà nuovi progetti con il lavoro congiunto delle associazioni e di alcuni servizi di punta dell’amministrazione centrale
(Foto d'archivio)

TORINO - Nuove «Case del Quartiere» laddove ancora non esistono, soprattutto nelle periferie, più integrazione con le associazioni e con l’amministrazione. E’ questo l’obiettivo del nuovo protocollo d’intesa siglato tra la Città di Torino con l’associazione di cui fanno parte le otto «Case di Torino».

NUOVE CASE DI QUARTIERE - L’intesa avrà lo scopo di co-progettare azioni e attività di coinvolgimento del maggior numero di persone e gruppi interessati alle iniziative realizzate e di costruire una strategia di sviluppo di questi spazi. «La Città investe molto in termini di progettualità nelle case del quartiere – spiega l’assessore Marco Giustac - dove la collaborazione tra pubblico e privato affronta una molteplicità di bisogni e promuove una cittadinanza attiva. Grazie al protocollo si attiva una cabina di regia che permetterà di avviare nuovi progetti con il lavoro congiunto delle associazioni e di alcuni servizi di punta dell’amministrazione centrale (politiche giovanili, welfare, ambiente, cultura e altro). Grazie alle case, quindi potremo sperimentare nuovi servizi e nuove soluzioni a vantaggio di cittadini e cittadine, su loro diretto stimolo e sulla base di bisogni reali».

UN NUOVO GOVERNO - Gli ambiti privilegiati di intervento saranno quindi la promozione culturale nei territori, la gestione dei beni comuni urbani, le sperimentazioni di welfare di comunità, i temi legati alla responsabilità ambientale. Il nuovo accordo con le «Case del Quartiere» si innesta nel programma dell’amministrazione comunale, che afferma la necessità di una nuova modalità di governo nella quale l’ascolto, il servizio, la co-progettazione e la co-gestione sono valori fondamentali per la ricostruzione di un legame tra politica e territorio, tra amministrazione e cittadinanza. «La rete è nata nel 2017 – spiega la coordinatrice Maria Alessandra Sabarino – ma già nel 2012 abbiamo cominciato a lavorare insieme. Le case offrono la possibilità ad ogni persona di proporre un’attività e di porla in essere insieme agli altri, a vantaggio della collettività».