«Io quello scontrino l’ho fatto, la guardia di finanza ha detto una cosa falsissima»

Nuovo capitolo della querelle del gelataio Ciacci di corso Belgio contro la guardia di finanza che, nella giornata di ieri, ha esposto la propria verità con un comunicato. “La stampa fiscale dimostra con chiarezza l’orario esatto che avvalora le mie dichiarazioni”
Gelateria Ciacci
Gelateria Ciacci (Facebook)

TORINO - Ormai è una storia senza fine quella tra la guardia di finanza e il gelataio Ciacci di corso Belgio che, negli scorsi giorni, aveva condiviso sui social network una multa presa dalle Fiamme Gialle per non aver fatto pagare l’aggiunta di panna a un cliente. Un’evasione su 50 centesimi che aveva fatto guadagnare a Cristian, il titolare della gelateria, la solidarietà di tanti concittadini ma non solo. Il tutto fino a quando la guardia di finanza non ha deciso di dare una sua versione ufficiale e, in un comunicato, ha raccontato che in realtà non era stato contestato il mancato pagamento della panna, ma non era stato fatto l’intero scontrino di 4,50 euro.

IL NUOVO CAPITOLO - Dopo essere intervenuto anche in radio, nella trasmissione La Zanzara di Radio 24, e aver ribadito la sua versione, Cristian Ciacci si è affidato ancora una volta ai social network per raccontare nuovamente la sua verità: «Mi sono soffermato a riflettere su ciò che sta accadendo», ha scritto, «analizzando gli eventi ho ancor più fermato nella mia mente l’immagine del cliente che pagava con 20 euro e io battevo in cassa 2 coppette da 2 euro e davo 16 euro (3 pezzi da 5 ed 1 euro) di resto appoggiando lo scontrino sul banco dove, come nella maggior parte dei casi, rimaneva abbandonato. Quindi fortifico la mia posizione: io ho emesso l’ormai famoso scontrino che, secondo il testo della normativa non era completo. La stampa fiscale dimostra con chiarezza l’orario esatto che avvalora le mie dichiarazioni. Non siamo all’asilo e ancor meno nel medioevo».