20 settembre 2018
Aggiornato 04:00

A Torino mense al ribasso: «Inaccettabile, sinonimo di bassa qualità»

Dibattito in Sala Rossa in merito alle aziende che si sono aggiudicate il bando per le mense scolastiche e che propongono pasti a 3,99 euro
(ANSA)

TORINO - Non si arrestano le polemiche relative alle mense scolastiche in seguito al risultato del bando di gara per la gestione del servizio di ristorazione 2018 - 2021. A dare maggiori spiegazioni, in Sala Rossa, è proprio l’assessora all’Istruzione Federica Patti. «La qualità dei prodotti è molto dettagliata - ha spiegato -. Il bando precedente prevedeva già una qualità alta. Per aumentarla sono stati introdotti pasti biologici, 100% di pasta, riso e pane bio, olio extravergine, certificazioni avanzate dal punto di vista merceologico sul pesce».

MENSE AL RIBASSO - La polemica nasce in seguito alle aziende che si sono aggiudicate il bando, la Eutouris New, con un prezzo di circa 4 euro a pasto, nelle Circoscrizioni I, II, IV, V e VII e la Ristoart srl che, con 3,99 euro a pasto, si è presa le Circoscrizioni III e VI. Non poche le perplessità relative ai prezzi, giudicati troppo bassi per garantire una qualità adeguata. «Il ribasso non va visto localmente nella città di Torino ma nell’ambito di strategie di aziende sul mercato nazionale - ha detto Patti -. Il bando è molto stringente quindi la Città può controllarne in maniera e precisa e puntuale le applicazioni». E anzi, tra le intenzioni dell’amministrazione, c’è anche quella di calendarizzare pranzi nelle scuole con la presenza dei consiglieri, i quali potrebbero partire a settembre.

NEANCHE LE HAMBURGERIE - Non ci sta il consigliere Enzo Lavolta del Partito Democratico, secondo cui, negli ultimi due anni di amministrazione Cinque Stelle, il numero delle famiglie che hanno deciso di non avvalersi del servizio di ristorazione scolastica è cresciuto da 2000 a 8000. «Oggi, con questo bando, siamo scesi a 3,99 euro a pasto - ha commentato Lavolta -. Non sono un frequentatore di hamburgerie ma credo che neppure queste catene riuscirebbero a praticare simili prezzi».

FUGA STUDENTI DALLE MENSE - Al termine del dibattito, l’assessora Patti ha concordato sulla necessità di promuovere la cultura della refezione scolastica. Ha altresì ricordato come le tariffe, passate da 5,50 euro a 7,50, oltre alla tassa di iscrizione al servizio di ristorazione, tra il 2013 e il 2016 abbiano «destabilizzato» l’utenza. «L’aggiudicazione della gara sotto i quattro euro a pasto incentiva la fuga degli studenti dalle mense; è un valore troppo ridotto ed è sinonimo di bassa qualità - ha detto Osvaldo Napoli di Forza Italia -. Un bimbo su cinque ha lasciato il servizio, un fatto grave. Le mense sono sempre più povere e invece la salvaguardia al diritto della qualità dei pasti doveva essere mantenuto».