18 giugno 2018
Aggiornato 15:00
Cronaca | food delivery

Piemonte contro le app delle consegne, controlli a tappeto: «Non pagano IRAP»

Secondo il capogruppo di Leu Marco Grimaldi «due delle tre principali aziende nel 2017 hanno dichiarato un valore di produzione negativo»

Torino contro le app delle consegne (© Shutterstock.com)

TORINO - Secondo i consiglieri di Leu le app di food delivery, per intenderci quelle piattaforme che consegnano cibo a domicilio, eluderebbero il fisco. Marco Grimaldi, capogruppo al Consiglio Regionale di Leu ne è convinto: «In Piemonte due delle tre maggiori aziende nel 2017 non hanno pagato un euro di Irap». Il consigliere, in particolare, fa riferimento a tre aziende: Foodora, Just Eat e Deliveroo.

EVASIONE IRAP - Nonostante il mercato del food delivery sia in costante crescita - supererebbe i 3 miliardi di euro in Italia - secondo quanto dichiarato in Consiglio regionale da Marco Grimaldi, «due delle tre principali aziende nel 2017 hanno dichiarato un valore di produzione negativo», in questo modo non versando neppure un centesimo di Irap. Un dato allarmante, sopratutto di fronte a una crescita sempre più esponenziale dell’economia dei lavoretti che, secondo la società di consulenza Pricewaterhouse Coopers passerà dai 15 miliardi del 2014 a 335 miliardi nel 2025, impiegando un range di lavoratori che va da 1.5 milioni di lavoratori a un massimo di 42 milioni. Tutti dati confermati anche per il Piemonte.

CONTROLLI A TAPPETO - Ma Leu non ci sta e chiede che vengano effettuati dei controlli. La Regione Piemonte ha, di fatto, all’attivo un protocollo d’intesa con l’Agenzia delle entrate, la guardia di finanza e l’Anci. «Solleciteremo una verifica della correttezza delle procedure seguite», ha risposto a Marco Grimaldi il vicepresidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna.

LA RISPOSTA DI FOODORA - Intanto non si è fatta attendere la risposta di Foodora che ha messo a disposizione la propria visura camerale e i relativi bilanci fino al 2016. L’azienda ha ricordato, inoltre, il beneficio arrecato ai ristoranti torinesi partner che hanno visto aumentare il loro fatturato anche a doppia cifra.