22 ottobre 2018
Aggiornato 15:30

Giovani e quartieri contro regole anti-movida: «Torino diventerà un deserto culturale»

Circoscrizione 1 e giovani contro le regole anti-movida volute dall'amministrazione Appendino. Sabato il Botellon al Valentino
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TORINO - «Onestamente credo che bere una birra mentre vado a spasso per la città sia una libertà scontata. Non credo che il proibizionismo possa risolvere il problema della movida». Stefano (sto usando un nome di fantasia mentre scrivo) è un ragazzo come tanti. Di fronte all’imminente approvazione del regolamento di polizia urbana che vieta l’alcol da asporto a partire dalle 21.00 fino alle 6.00 di mattina, insieme ad alcuni amici, ha deciso di fare qualcosa. «E’ la prima volta che organizziamo un Botellon», mi confida un po’ preoccupato.

STOP ALL’ALCOL DA ASPORTO - Ad essere contestata è la modifica del regolamento di polizia urbana, di cui si discute da alcune settimane e che potrebbe vedere il via libero definitivo proprio lunedì. Nella fattispecie l’articolo 44 ter vieta la vendita di alcolici dalle 21 alle 6 del mattino, divieto che è già attualmente attivo a partire dalle 23. La modifica prevede, inoltre, di individuare ogni volta delle aree cosiddette «a rischio» - indicativamente nelle zone di San Salvario, piazza Vittorio e piazza Santa Giulia - all’interno delle quali sarà vietato consumare alcolici a partire dalle 21. Questo significa che gli alcolici non potranno essere consumati fuori dai locali o dai dehors, ad esempio non potranno essere consumati nei parchi, qualora questi si trovino all’interno delle cosiddette aree a rischio. Ovviamente a partire dalle 21.00.

NO AL PROIBIZIONISMO - L’evento, sulla pagina Facebook, ha raggiunto una portata piuttosto ampia, che Stefano e i suoi amici non si aspettavano. «Vogliamo dimostrare che la movida può essere educata - spiega Stefano -. Durante la serata consegneremo a ogni gruppo di persone dei sacchetti per la spazzatura, chiederemo di separare il vetro dalla plastica e cercheremo di raccogliere l’immondizia in un unico punto in modo tale da facilitare il lavoro dell’Amiat». La proposta è sempre la stessa: stare insieme, ritrovarsi al parco per bere una birra che ognuno dei partecipanti si porta da casa. L’idea è quella lanciare un messaggio che va verso una risposta educativa, piuttosto che proibizionistica. «Davvero vogliamo andare verso un modello che limita le libertà invece di impegnarci tutti a essere più educati?».

CIRCOSCRIZIONE UNO CONTRO - Facile a dirsi, piuttosto difficile a farsi. Il Botellon di sabato 9 giugno, al Valentino, potrebbe però lanciare un messaggio forte e chiaro alla Città: il proibizionismo potrebbe non essere la strada corretta da seguire. Ad essersene accorta nelle ultime ore è anche la Circoscrizione 1 che ha ha dato parere negativo in merito alle regole anti-movida volute dall’Appendino. Il quartiere si è dimostrato molto critico sul provvedimento, ponendo l’attenzione sul valore dell’aggregazione, della giovialità e - soprattutto - sulla sempre più crescente desertificazione dell’offerta culturale. Basta recarsi al Valentino per accorgersene: con le serrande dei locali abbassati non solo i giovani si riversano nelle strade, ma lo stesso Valentino è diventato ancora più pericoloso, un vero e proprio «far west». La questione delle discoteche resta appesa a un filo e probabilmente solo quella del Cacao potrebbe risolversi entro la fine di giugno.

UN BOTELLON PULITO - «La movida può essere dannosa - conclude Stefano -. Lo sappiamo. Limitare questa libertà, però, potrebbe esserlo ancora di più. Sicuramente cercheremo di lanciare un messaggio positivo. Siamo in grado di divertirci anche senza sporcare e senza schiamazzi. Ci impegneremo affinché questo Botellon rispetti le regole». Intanto si attende la prossima riunione in Sala Rossa, il prossimo lunedì, per capire cosa deciderà di fare l’amministrazione con il nuovo regolamento.