18 agosto 2018
Aggiornato 02:00

Brucia la villa del boss della droga, intimidazione a stampo mafioso

La villa apparteneva a uno dei ricercati più pericolosi, il più grande re del narcotraffico italiano ed europeo
Brucia la villa del boss della droga
Brucia la villa del boss della droga ()

SAN GIUSTO CANAVESE - Pareti annerite dalla fuliggine, odore di bruciato e due bombole di gas pronte a esplodere. E’ questo lo scenario che si sono trovati di fronte l’amministratore giudiziario e due tecnici del Comune quando sono entrati nella villa del boss Nicola Assisi, 60 anni, latitante, a San Giusto Canavese.

MESSAGGIO INTIMIDATORIO - L’uomo, già condannato in via definitiva, è tra i ricercati più pericolosi nella lista stilata dal ministero degli Interni: secondo gli investigatori si tratta del più grande re del narcotraffico italiano, appartenente alla ‘ndrangheta calabrese. Su di lui pende un mandato di cattura europeo. Stando alle indagini, qualcuno avrebbe voluto lasciare un preciso messaggio intimidatorio dopo che la villa di San Giusto Canavese, in seguito alla confisca, è stata destinata ad attività antimafia. Lo scorso 30 aprile, infatti, diverse associazioni del territorio avevano dato vita a una manifestazione in ricordo delle vittime di mafia Pio La Torre e Rosario Di Salvo.

L’INCENDIO - Ignoti hanno fatto ingresso nell’abitazione rompendo i lucchetti e la catena del cancello, tagliata probabilmente con un flessibile, dando poi fuoco alla villa, con una precisione tipica di chi conosce molto bene il luogo in cui sta operando. Sul posto sono giunti i carabinieri del 112 che hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili. L’ipotesi più accreditata resta, comunque, quella di un’intimidazione a stampo mafioso.