Politica | Guardia di finanza

Nuovo Rimborsopoli, sotto accusa 50 consiglieri regionali della legislatura Bresso

Gran parte dell’allora Consiglio regionale (anni 2008-2010) ha ricevuto un invito a comparire. Nel mirino della guardia di finanza ci sono i soldi dei gruppi consiliari spesi per attività non istituzionali

Mercedes Bresso
Mercedes Bresso (ANSA)

TORINO - Nuovo capitolo Rimborsopoli. Questa mattina sono stati notificati una cinquantina di inviti a comparire a consiglieri regionali che sono stati in carica tra il 2008 e il 2010. E’ la nuova inchiesta della guardia di finanza aperta mentre si sta celebrando il processo d’appello del primo Rimborsopoli, quello che sta facendo luce sul periodo in cui Roberto Cota era governatore.

Tra gli indagati pare non ci siano né la presidente della Regione di allora Mercedes Bresso, né i componenti della sua Giunta. Visti i 50 documenti notificati, è facile da dire che quasi tutti gli allora consiglieri debbano difendere la loro posizione di fronte all’accusa di aver utilizzato i fondi destinati ai gruppi consiliari per fini non inerenti l’attività istituzionale. Tra questi alcuni oggi siedono in Parlamento, come l’ex segretario del Pd piemontese, Davide Gariglio, e l’ex presidente del Consiglio regionale Mauro Laus.

Gli inviti a comparire di fatto hanno interrotto il corso della prescrizione. Dalle prime indiscrezioni la cifra contestata sarebbe superiore al primo Rimborsopoli: si parlerebbe di circa 3 milioni di euro in totale.

L’inchiesta della guardia di finanza è coordinata dal procuratore aggiunto Enrica Gabetta e dai pm Andrea Beconi e Giovanni Caspani. Al setaccio in particolare ci sarebbero i conti dei ristoranti.